Gioco
«Sarebbe assurdo far saltare tutto solo per un inghippo burocratico»
LIVORNO. «Non siamo qui a chiedere una sanatoria o un rattoppo: insomma, un favoricchio sottobanco. Chiediamo che la politica trovi una soluzione legislativa che scongiuri guai o beffe e, con...
LIVORNO. «Non siamo qui a chiedere una sanatoria o un rattoppo: insomma, un favoricchio sottobanco. Chiediamo che la politica trovi una soluzione legislativa che scongiuri guai o beffe e, con saggezza, eviti sconquassi ai danni della scuola e degli alunni». No, non intendono affatto mollare i dirigenti scolastici che da un anno (e spesso anche due) sono nella trincea d’una scuola sempre più zoppicante e costretta ad affidarsi al senso di responsabilità di chi vi opera tutti i santi giorni. Lo dicono dalla saletta del centro civico della circoscrizione 3, per bocca di otto di loro (Teresa Monacci, Simonetta Costagliola, Cesare Lazzari, Tania Pascucci, Nicoletta Latrofa, Loredana Bilardi, Carlo Maccanti e Teresa Scognamiglio). Con loro c’è il vicepresidente della Provincia Fausto Bonsignori (con delega all’istruzione), c’è l’ex provveditore Elisa Amato (ora candidato sindaco di Forza Italia), ci sono i sindacati (Patrizia Villa e Gabriella Bresci della Flc-Cgil, Paolà Colorà della Cisl Scuola), c’è l’associazione di categoria (Giuseppe De Puri dell’Anp che raggruppa i presidi).
«Quel concorso – racconta Pascucci – è stato di una severità mai vista e l’abbiamo superato con merito: non ci sono stati brogli né furbate, lo certifica il Consiglio di Stato».
Cos’è che non va allora? Il nuovo presidente della commissione giudicatrice è stato nominato «seguendo un iter non del tutto corretto», spiega Monacci. Poteva esser nominato? Sì, tant’è vero che altre regioni l’hanno fatto ma la normativa prevede che sia un ruolo da dirigente di prima fascia, dunque un prof universitario o simili. Per la sostituzione ne sono stati interpellati due, – aggiunge Lazzari – in nome dell’ urgenza poi si è passati a un dirigente tecnico. «Il Consiglio di Stato dice che bisognava cercare un po’ di più: due tentativi non bastano. Tutto qui: dovrebbe saltar tutto per questo».
«Questi dirigenti scolastici sono le vittime di un errore che ha fatto l’amministrazione, perché devono essere loro a pagarne il prezzo? E perché dovrebbero pagarlo le scuole?».
E questo è l’interrogativo sul quale insiste Villa: e Monacci dice che sì, le sentenze si applicano, ma bisogna farlo «con equilibrio». Dal punto di vista collettivo: fra nomine “rimangiate” e pensionamenti – sottolinea Colorà – rischiamo di ritrovarci a settembre con quasi la metà delle scuole in mano a “reggenti”. Dal punto di vista individuale: non è immaginabile – precisano Costagliola e Maccanti – tornare indietro ai posti di prof che avevamo («non esistono più perché sono stati assegnati ad altri colleghi»). Di più: «Abbiamo superato non solo le due prove scritte e quella orale ma anche la successiva valutazione sul campo».
Eppure, a quanto risulta ai sindacati, l’orientamento dell’amministrazione sembra proprio la ripetizione della correzione. Senza accorgersi che ci si infilerebbe il rischio di infilarsi in un ginepraio di ricorsi e controricorsi («basti dire che ormai sul web girano praticamente tutti i testi e l’anonimato ormai non è più garantibile»). Oggi i dirigenti scolastici toscani saranno al ministero insieme ai sindacati per «invitare a una assunzione di responsabilità da parte di quell’amministrazione che ha fatto il guaio».
«Ho seguito il primo anno del lavoro di questi dirigenti di recente nomina e ne ho visto la professionalità e l’entuasiasmo», dice Amato ricordando il proprio ultimo periodo da provveditore: «Ora serve una soluzione politica che dia risposte ai vincitori del concorso come anche ai ricorrenti».
E, mentre De Puri dice che l’associazione presidi è schierata al fianco di questi dirigenti, il vicepresidente della Provincia Bonsignori segnala l’esigenza di garantire «l’efficienza e l’efficacia del sistema scolastico»: serve, «prima ancora che una soluzione politica, una via d’uscita giuridica».(m.z.)
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