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A processo 3 medici per la morte di Morosini. Il legale: "Non stava a Porcellini usare il defibrillatore"
Il giudice ha rinviato a giudizio, accogliendo la richiesta del pm Valentina D'Agostino, il medico del Livorno Manlio Porcellini, del Pescara Ernesto Sabatini e del 118 di Pescara Vito Molfese
LIVORNO. A giudizio per omicidio colposo i tre medici indagati per la morte di Piermario Morosini allo stadio Adriatico il 14 aprile 2012 durante Pescara-Livorno. Lo ha deciso il gup di Pescara, Luca De Ninis, accogliendo la richiesta del pm Valentina D'Agostino. Si tratta dei medici del Livorno Manlio Porcellini, del Pescara Ernesto Sabatini e del 118 di Pescara Vito Molfese.
Secondo i periti del giudice la morte di Morosini fu dovuta a «una cardiomiopatia aritmiogena con interessamento prevalente del ventricolo sinistro e precipitata dallo sforzo fisico intenso»; durante l'autopsia, inoltre, è stata riscontrata nel ventricolo «la presenza di una lesione lineare, di aspetto cicatriziale». Ma ciò che più conta ai fini del processo è che i periti, «in merito alla incongrua, caotica assistenza sanitaria fornita» al calciatore, ritengono di poter «concludere che vi sono comportamenti sanitari che hanno avuto rilevanza causale», nella morte di Morosini.
Nella perizia si legge che mentre per il medico del Pescara il suo intervento «riveste sicura dignità causale», per quello del Livorno «sono riconosciute differenti incongruenze comportamentali», perché una volta identificata la presenza in campo del defibrillatore avrebbe «dovuto saperlo impiegare, sfruttando così l'incomparabile opportunità di intervenire precocemente mediante defibrillazione in un momento in cui la probabilità di pieno recupero è massima. Tale omissione diagnostico-terapeutica riveste ruolo causale nel determinismo» della morte di Morosini.
Spiegano i legali di Porcellini, gli avvocati Massimo Girardi e Gabriele Rondanina: "Ci aspettavano il rinvio a giudizio viste le conclusioni alle quali è arrivata la perizia chiesta dal giudice che non ci trova d'accordo ma che non poteva essere ignorata. Al medico del Livorno la Procura contesta il mancato uso del defibrillatore. Che non sia stato usato è un fatto oggettivo, storico, ma noi sosteniamo che non stesse a Porcellini usarlo e che questo potesse salvare il giocatore. In ogni caso non si può equiparare il mancato uso del defibrillatore all'accusa di omicidio colposo. Ecco perché affronteremo il processo con serenità per afferamare la verità".
Il processo a carico dei tre medici è stato fissato per il primo dicembre 2014, dinanzi al Tribunale Monocratico, giudice Nicola Colantonio.
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