Sicurezza
«Non ho venti posti nelle partecipate»
Il sindaco conferma la proposta del campo da golf e dell’ippodromo a Alfea. I lavoratori non ci stanno e annunciano ricorsi
LIVORNO. «È vero che la vostra provenienza non sarà uguale al punto d’arrivo. Avete ragione e io non sono in grado di garantire un esito diverso. Semplicemente perché non è possibile farlo: dai 2.2 milioni di euro nel bilancio 2009, la Labronica è scesa nel 2012 a 650mila euro: nessuno può sostenere un piano di impresa con questi numeri. Un’azienda in simili condizioni licenzia, come è avvenuto da più parti nel mondo dell’ippica, compresa la vicina Firenze. Noi, invece, ci siamo presi l’impegno e la prossima settimana porterò l’offerta che vale per tutti voi».
Così il sindaco Alessandro Cosimi, con tono deciso, si è rivolto ai venti lavoratori della Labronica Corse al termine della terza commissione consiliare, durante la quale è andato in scena, per l’ennesima volta, il muro contro muro che esiste da tempo sulla vicenda e che fino ad oggi non ha permesso di giungere a una soluzione definitiva.
Da una parte c’è l’amministrazione che propone la ricollocazione di sei lavoratori del Caprilli nelle aziende partecipate (cinque in Aamps, uno in Casalp), di altri quattro nella società che gestirà il campo da golf (nel rispetto della convenzione firmata tra Comune e Federazione Italiana Golf) e di dieci nella società Alfea, che dovrebbe subentrare nella gestione dell’ippodromo: 19 posti in totale (nel frattempo il ventesimo lavoratore dovrebbe andare in pensione).
Dall’altra parte, però, ci sono i dipendenti della Labronica Corse Cavalli - società in liquidazione e che ha cessato ogni attività - che continuano a dire “no”, giudicando aleatorio il progetto della Federgolf e senza le sufficienti garanzie quello di Alfea. Rilanciano perciò l’idea di rimanere in qualche modo legati alla Labronica e di poter essere assunti nelle aziende partecipate appena si libereranno i posti necessari. Minacciando anche ricorsi in sede legale per difendere i propri diritti.
Proprio quei ricorsi che secondo il sindaco hanno influito nei ritardi della ricollocazione: «Se ci viene detto da singoli lavoratori, tramite gli avvocati, che “se quello resta di là e io vado di qua faccio ricorso”, valutiamo attentamente ogni mossa, anche pensando a queste iniziative». Altro elemento di difficoltà a comporre il quadro, secondo Cosimi, è il fatto che «altri lavoratori erano nella condizione di poter scegliere tra l’ipotesi A o B, ma hanno preferito aspettare per vedere cosa sarebbe successo».
«Sono perplesso - conclude il sindaco - perché dalle dichiarazioni dei lavoratori sembra che sia dal dicembre 2011 che non parliamo più, quando invece è bene ricordare i grandi sforzi messi in campo da questa amministrazione».
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