Il Tirreno

Livorno

Imprese sempre più preoccupate

di Valeria Cappelletti
Imprese sempre più preoccupate

L’indagine di Confesercenti rivela il pessimismo delle aziende verso il futuro

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Amministrazione comunale e Sindaco: su di loro si concentrano le aspettative delle piccole e medie imprese della provincia di Livorno, e a loro chiedono di adottare misure per alleggerire le tasse e semplificare la burocrazia. È quanto emerge da un’indagine della Confesercenti condotta su un campione di 400 aziende, in prevalenza soci, per capire quali siano le attese e le prospettive per il rilancio della piccola e media impresa nella provincia. «Il mondo delle piccole e medie imprese – dice Alessandro Ciapini, direttore della Confesercenti – rappresenta la spina dorsale del tessuto produttivo locale, da questo settore, infatti, deriva oltre il 70 per cento per Pil provinciale. Con questa indagine vogliamo dare voce a tutti quegli imprenditori, nostri soci, che ogni giorno cerchiamo di aiutare e che si trovano in difficoltà». Il primo dato significativo che emerge dall’indagine è appunto legato al rapporto con le amministrazioni comunali: a livello provinciale, per l’80 per cento delle imprese, il Comune rimane il soggetto istituzionale di riferimento per le aziende e anche l’elezione del sindaco è un momento decisivo per il futuro delle politiche territoriali. Le imprese livornesi, tuttavia, non credono molto nella capacità della prossima amministrazione di risollevare la loro situazione lavorativa: solo il 41 per cento ha una visione positiva. Negativo è anche giudizio sull’operato delle amministrazioni uscenti a livello provinciale, per quanto riguarda la capacità di porre rimedio all’emergenza economica. Fatta eccezione per Piombino, che promuove l’amministrazione uscente, tutti gli altri Comuni esprimono valore insufficiente, compresa Livorno. Molto sentito dagli imprenditori livornesi è il problema della mobilità, alla prossima amministrazione chiedono più parcheggi e una migliore viabilità, oltre che l’alleggerimento fiscale. Particolare importanza suscita il settore del turismo e del porto: più dell’80 per cento delle imprese livornesi ritiene il turismo un potenziale molto elevato per il rilancio economico della città e il porto il principale riferimento dello sviluppo cittadino. Nota dolente è invece l’opinione sulla chiusura del centro di Livorno ritenuta dannosa per il commercio della zona dal 76,19 per cento. E solo in seguito a un piano di investimento comprensivo la chiusura del centro potrebbe essere rivalutata dal 66 per cento degli intervistati, sempre però dopo un confronto con le associazioni di categoria. Preoccupante è la valutazione sull’apertura dei nuovi poli commerciali di Porta a Mare e del Nuovo Centro che, secondo gli intervistati, andranno a danneggiare le attività commerciali del centro città. «Questa indagine – concludono Annalisa Coli, responsabile comunicazione e Massimo Marini, responsabile provinciale – sarà un contributo da portare in dote ai nuovi amministratori locali, ai quali chiederemo di rispondere alle richieste avanzate dagli imprenditori».

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