Lutto
«Il piano strutturale un vero fallimento»
Le opposizioni puntano il dito anche contro l’Odeon e il degrado dello Chalet e delle Terme del Corallo
LIVORNO. Dopo l’intervento-fiume della scorsa settimana, durante il quale il sindaco Cosimi aveva illustrato in consiglio il rendiconto del lavoro svolto nel mandato 2009-2014, ieri a Palazzo civico c’è stata la replica dei consiglieri comunali.
Come era logico aspettarsi, la maggioranza ha applaudito agli sforzi dell’amministrazione nel garantire i servizi indispensabili alla città, mentre l’opposizione ha rimarcato tutto ciò che non è stato fatto. C’è un dato però che mette tutti d’accordo: è il ritardo nell’adozione del piano strutturale, elemento sottolineato da tutti i consiglieri con toni più o meno duri.
Ad aprire il fronte delle critiche è Cannito (Città Diversa), che parla di una amministrazione «imbrigliata e incapace» citando, oltre al piano strutturale, i «fallimenti dell’Odeon e del nuovo ospedale». Anche Ciacchini (Pdl-Fi) ricorda la serie di incompiute, aggiungendo il piano della mobilità, mentre per Tamburini (Pdl-Fi) quello del sindaco è «un disperato tentativo di difendere l’indifendibile: farebbe meglio a chiedere scusa ai livornesi».
Fenzi (Pd) ricorda invece le politiche sociali e educative, oltre all’impegno per mantenere servizi e posti di lavoro pur con strumenti limitati. Ma Bartimmo (Rifondazione) fa notare piuttosto la «discrasia tra la città fotografata dalla relazione di Cosimi e quella reale, decadente e trasandata». Romano (Idv) si prende parte del merito per la politica dei rifiuti, poi cita “Pensiamo in grande”, un «progetto presentato dalla giunta ma poi rivisto in peggio», come un «episodio che non deve più ripetersi».
Chiude Amadio (FdI-An): «Vi siete rifugiati dietro i mancati introiti nazionali, ma siete stati incapaci di trovare soluzioni, se non quella di tartassare le tasche dei cittadini».
In risposta ai consiglieri, il sindaco non nasconde un pizzico di delusione, ringraziando «tutti, anche chi ha dato un giudizio a priori e non nel merito delle cose».
«Speravo - aggiunge Cosimi - che la relazione potesse lasciare fuori i toni da campagna elettorale, ma è difficile accettare valutazioni che dietro nascondono la volontà di non prendere atto delle condizioni oggettive. Perché - si domanda il primo cittadino - non riconoscerci almeno qualche iniziativa, qualche tentativo?». Poi si toglie alcuni sassolini dalle scarpe: «Chi governerà in futuro capirà cosa significa confrontarsi con il concreto».
E poi: «Forse avrei potuto avere più coraggio, ma questa città una mano deve darsela da sola. Che senso ha parlare di turismo - conclude Cosimi - se poi la domenica mattina, quando la gente va in città, ci sono solo due bar aperti?». (g.c.)
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