Il Tirreno

Livorno

Il Comune: ogni famiglia va difesa

di Giorgio Carlini
Il Comune: ogni famiglia va difesa

Il caso dell’associazione esclusa dal progetto Scuola-Città discusso in consiglio

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LIVORNO. «Forse c’è stata un po’ di confusione con una osservazione inopportuna nella risposta degli uffici, ma non c’è stata discriminazione: il progetto non era congruo per caratteristiche presentate». L’assessore Carla Roncaglia ammette che qualcosa a livello di comunicazione non ha funzionato, con il riferimento allo statuto dell’associazione, ma ribadisce che i motivi dell’esclusione sono altri.

La vicenda de “I Baluardi”approda a Palazzo civico dopo la richiesta della consigliera Maristella Bottino (Pdl-Fi), che ha aperto il dibattito sul caso della «associazione esclusa dal progetto Scuola-Città perché nello statuto sostiene che la famiglia è una sola, quella tradizionale formata da un uomo e una donna».

L’assessore Roncaglia precisa che «il programma Scuola-Città non dà contributi alle associazioni, ma solo la possibilità di farsi conoscere con il catalogo diffuso nelle scuole. I progetti - prosegue - devono essere collegati alle aree disciplinari dei programmi scolastici, arricchendone la proposta formativa. Progetti di educazione civica, linguistica, scientifica, ambientale, o legati alla storia del territorio». «Mai - rivela Roncaglia - ci sono stati progetti che toccano altre sfere, come la relazionalità o il ruolo della famiglia. Di questi se ne occupa il Ciaf (Centro infanzia adolescenza e famiglia, ndr). La proposta de “I Baluardi” non era congrua per i parametri richiesti, ma abbiamo detto all’associazione che il loro progetto potrà essere valutato, il prossimo anno, dal Ciaf».

Interviene anche il sindaco: «C’è stata una valutazione non sull’associazione, ma sul progetto. Non sui valori, ma sui contenuti. Dentro al programma Scuola Città - ricorda Cosimi - ci sono Diocesi, Comunità di Sant’Egidio, Misericordia. Pensate che non ci siano stati approfondimenti prima di accettare o escludere le proposte?». E aggiunge: «Se poi si dice che il matrimonio tra uomo e donna è l’unica forma per salvaguardare la famiglia, questo diventa un elemento di scontro con il Comune, che ha il compito di difendere e accogliere anche famiglie composte in modo diverso. Per noi la famiglia c’è anche dove ci sono convivenza e amore».

Infine, sottolinea un passaggio del progetto de “I Baluardi”, dove si legge “Aspettare vale la pena: aiutare a stabilire limiti concreti alle espressioni affettuose in modo che contribuiscano a una esperienza positiva della sessualità”. «Davvero - conclude Cosimi - si vuole presentare un progetto in terza media, entrando in una dimensione di questo tipo?».

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