Gioco
Caos presidi, coinvolto un istituto su 4
La bufera sul concorso non è un problema che riguarda solo le sorti di 11 dirigenti: a rischio la firma dei prossimi atti
LIVORNO. Il caos sul concorso relativo ai nuovi presidi rischia di avere contraccolpi su una grossa fetta del mondo della scuola: riguarda oltre 10mila studenti (più di 7mila dei quali concentrati a Livorno città). Praticamente una classe su quattro.
La sentenza del Consiglio di Stato riguarda – secondo le informazioni fornite a margine della conferenza dei dirigenti scolastici di ieri mattina al centro civico della circoscrizione 3 – ben 11 scuole e direzioni didattiche in tutta la provincia mettendo in bilico la nomina del preside, che spesso opera già da tempo in quell’istituto.
A Livorno, ad esempio, sul fronte di elementari e materne, stiamo parlando di:
1) Teresa Monacci alla direzione didattica Brin (che comprende, oltre alle Brin, anche le Natali, Albertelli e le Dal Borro più le scuole d’infanzia Barriera Margherita e La Palazzina);
2) Luisa Lo Manto, che è assegnata a un istituto nel Meridione ma mantiene la titolarità della direzione didattica La Rosa (Lambruschini, Cattaneo e Villa Corridi più scuole d’infanzia Rosetta e Salviano).
Sempre a Livorno città, in fatto di scuola media:
3) Cesare Lazzari alla scuola media Mazzini (che include anche ex Gamerra, Pirelli e Villa Corridi);
4) Loredana Bilardi alla scuola media Bartolena (che include le sedi di via Michel, via Bois, Banditella e San Simone).
Fra gli istituti superiori cittadini:
5) Simonetta Costagliola al liceo scientifico Enriques.
Nel resto della provincia, il problema coinvolge:
6) Tania Pascucci alla direzione didattica Solvay di Rosignano;
7) Teresa Scognamiglio alla direzione didattica Collodi di Cecina;
8) Carlo Maccanti alla direzione didattica Alighieri di Piombino;
9) Nicoletta Latrofa alla scuola media Fattori di Rosignano;
10) Ezio Giorgio Fazio all’istituto comprensivo Giusti di Campo Elba;
11) Elisa Ciaffone all’istituto superiore Einaudi-Ceccherelli di Piombino.
Già questo dà l’idea che non si tratta solo d’una questione relativa ai destini di un pugno di persone finite nel tritacarne di un concorso impallinato dal Consiglio di Stato. Lo dice senza tanti giri di parole Giuseppa Ciao, dirigente dei servizi amministrativi alle Bartolena: «Lo sa cosa abbiamo tutti quanti chiesto alla nuova preside il giorno in cui è arrivata? “Scusi, ma lei va via?”. Sembrava una gag, ma dopo il preside Ranucci ho visto cambiarne cinque in cinque anni. Un tourbillon, invece le famiglie degli alunni chiedono stabilità e punti di riferimento duraturi».
Non basta. Resta da capire cosa ne sarà del valore giuridico della firma di questi dirigenti, una volta che sarà notificata la sentenza del Consiglio di Stato che impone la ri-correzione della prova scritta a partire da quelle valutate dopo che il 2 aprile 2012 è stato nominato il nuovo presidente della commissione giudicatrice. E se pensiamo che la firma riguarda una infinità di atti, inclusi gli scrutini e gli esami (ma anche incarichi e disposizioni), c’è il timore che una parte rilevante dell’apparato scolastico sia a un passo dal precipitare in un fuoco incrociato di ricorsi e controricorsi. Risultato: una babele dalla quale sarà sempre più difficile uscire.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google