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Livorno

«Concorso presidi, così si eviterà il caos»

«Concorso presidi, così si eviterà il caos»

Proposta dei ricorrenti: si preveda un graduale inserimento, i neo-nominati non bastano a coprire tutti i posti vacanti

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LIVORNO. «Mai abbiamo inteso far precipitare la scuola toscana nel caos, mai abbiamo pensato di svolgere la nostra azione contro altri colleghi, né quelli che hanno vinto e attualmente sono in servizio né quelli che hanno fatto ricorso con altri studi legali». Eleonora Agostinelli è punto di riferimento di Art, l'associazione che raggruppa una cinquantina di candidati che, seguiti dallo studio legale Carrozza di Pisa, hanno presentato ricorso contro il concorso dei presidi ora al centro di una bufera, come segnalato nei giorni scorsi dalle nostre cronache.

Se la prende con il fatto che «tutti adesso sembrano essere interessati a salvaguardare soltanto le posizioni dei neo-immessi in ruolo», incluse interpellanze parlamentari di diverso schieramento: come se i ricorrenti avessero la colpa dell'impasse. Ma a suo giudizio, c'è una possibilità di soluzione che eviti ulteriori guai: anche perché la Toscana ha una forte carenza di dirigenti scolastici in Toscana, non risolta «neanche con la recente immissione in ruolo dei 106 vincitori del concorso» (anzi, il prossimo anno scolastico in Toscana «ci saranno infatti circa 170-180 posti vacanti e le "reggenze" non sono la soluzione»: ogni scuola ha bisogno «di un preside "a tempo pieno" e non "in prestito" da un'altra scuola»).

Qual è allora la soluzione? Uno: si mantengano in servizio «gli attuali dirigenti vincitori del concorso con una graduatoria ad esaurimento, che comprenda anche coloro che sono in attesa di un incarico e che hanno comunque ottenuto una abilitazione a fronte del superamento dei due scritti e dell'orale finale». Due: contemporaneamente si faccia partire «un corso-formazione di reclutamento straordinario con colloquio finale con valore abilitante riservato a tutti i ricorrenti (circa 70), con graduatoria finale di merito che sarà mantenuta in essere fino all'esaurimento dei posti di dirigenza che si renderanno disponibili nei prossimi anni».

L'associazione ricorrenti segnala che «in gran parte già vicepresidi e in taluni casi svolgono incarichi di rilievo nella stessa pubblica amministrazione scolastica». A ciò si aggiunga – viene sottolineato – che dai ricorrenti erano stati ottenuti agli scritti punteggi «di pochissimo inferiori al minimo prefissato di 21 o addirittura in diversi casi uno scritto era pari o superiore a 21». Dunque, «sono preparati a ricoprire il ruolo».

All'Ufficio scolastico regionale è stata inviata una diffida perché si attendano le decisioni del Tar prima di fare i contratti (che comunque «contengono una clausola di risoluzione in caso di annullamento da parte degli organi»). Anche l’Art se la prende con la sentenza del Consiglio di Stato che scontenta tutti: la correzione-bis ha ormai problemi relativi all’anonimato delle prove.

La soluzione proposta invece tutelerebbe «sia i diritti dei dirigenti attualmente in servizio che quelli dei ricorrenti, garantendo in parallelo la copertura dei posti che eventualmente si renderanno disponibili in futuro». Non solo: farebbe decadere tutti i contenziosi e eviterebbe l'istituzione di un'altra commissione.

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