Sicurezza
Chi non s'accontenta di stare al baretto
Ieri sera al Cage c'è stato il concerto dei Perturbazione. Io non c'ero, perché mi sono preso una bella influenza ed ero a letto con la febbre. Mi è dispiaciuto tantissimo.
Voglio loro un mondo di bene, li conosco da anni. Eravamo insieme a Sanremo quando ho avuto il piacere di vederli salire sul palco dell'Ariston, emozionati e felici di esserci.
I Perturbazione non vengono da Torino, come molti credono.
Vengono da Rivoli, una cittadina dell'hinterland, molto più piccola di Livorno.
Sono arrivati dove sono arrivati senza santi in paradiso, senza esser figli di nessuno del mondo dello spettacolo, senza pedate nel sedere, senza raccomandazioni: solo girando in lungo e in largo il Paese, con il furgone, facendo date a due lire, dormendo in camere triple di alberghi con pochissime stelle. Facendo bei dischi con pochi soldi.
Mostrandosi sempre per quello che erano: artisti che non rosicano, che sanno che la loro musica meritava un pubblico più ampio ma che non sarebbe stato facile arrivarci, visto che, al netto di quella, non avevano nessuna di quelle caratteristiche che ti rendono adatto al carrozzone pop: nessuna attitudine da star, niente proclami deliranti su se stessi e sul mondo, niente ricoveri in clinica, nessun autoincensamento.
Non sono andato al concerto, dicevo, e mi è dispiaciuto tantissimo.
Non so come è andato, ma di certo bene: lo sanno perfettamente come si sta su un palco. Spero ci fossero tanti livornesi, magari tanti musicisti.
Perché i Perturbazione, da questo punto di vista, sono un modello da seguire: il pubblico sono andati a cercarselo fuori da Rivoli, fuori da Torino. Non sono rimasti a ciondolare al bar piangendosi addosso sul mondo crudele che non li riconosce, sulla chiusura delle conventicole che li escludono, sulla casta dei discografici, sull'ottusità delle radio commerciali. Tutte cose su cui ci sarebbe tanto da dire, da protestare, da indignarsi.
Il problema è che dopo che ti sei lamentato, ti sei incazzato, ti ritrovi al baretto e, al limite, hai guadagnato una pacca sulla spalla da qualcuno che te l'avrebbe data comunque, perché ti vuole bene.
Invece, vedi, conviene fare come i Perturbazione: sbatterci la testa, sbattercela di nuovo, fino a rompersela.
Alla fine, se hai qualcosa da dire che va oltre il puro desiderio narcisistico del riconoscimento, un pubblico lo trovi. Che poi alla fine un baretto del cuore ce l'hanno pure i Perturbazione, si chiama Cassetta Popular, è un circolino Arci a Grugliasco dove si mangia bene e si spende poco. Gigi, il chitarrista, ci faceva anche il cameriere ogni tanto. Ma dico, vuoi mettere la soddisfazione tornarci adesso?
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