Gioco
«La Marina dovrebbe chiedere conto al capitano»
LIVORNO. «Mi piacerebbe che l’organizzazione ammettesse di aver fatto una sciocchezza e mi aiutasse a fare pace con il passato. Mi restituisse, insomma, quello che ho perso: la mia vita. Quando ho...
LIVORNO. «Mi piacerebbe che l’organizzazione ammettesse di aver fatto una sciocchezza e mi aiutasse a fare pace con il passato. Mi restituisse, insomma, quello che ho perso: la mia vita. Quando ho ricevuto quella punizione avevo 29 anni e delle aspirazioni a carattere personale. Volevo fare esperienze come individuo e come ufficiale che non mi sono state concesse. Ad esempio quella di tornare a Livorno, in Accademia, a insegnare. Invece con questa decisione il tribunale ha fatto una cosa semplice: ha cancellato il risultato di una partita ma non l’esito del campionato». David Grassi, commentava così la sentenza del Tar che gli restituiva l’onore dopo 12 anni. E aggiungeva: «Dopo questa sentenza dovrebbe essere la Marina a chiamarlo per chiedergli conto di quello che è successo. Di come si è comportato. Da parte mia né lo giustifico né tantomeno lo perdono perché il comandante di una nave è responsabile di tutto quello che avviene. Ma in questo caso i colpevoli sono altri».
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