Il Tirreno

Livorno

Protesta per la casa, murata la vetrina di un’immobiliare

di Lara Loreti

I ragazzi dell’ex Caserma occupata rivendicano il gesto: «Iniziativa simbolica» La titolare dell’agenzia Frangerini: «Non capisco cosa c’entri la mia attività»

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LIVORNO. Un muretto fatto con cartongesso, alto circa un metro, davanti alla porta dell’agenzia immobiliare Frangerini di via Cambini (ha sede anche in piazza Attias), e uno striscione scritto in rosso: “Contro rendita e piano casa rilanciamo l'edilizia popolare. 29 marzo tutti in piazza”. Rivendicato dalla ex Caserma occupata. Sono le due di ieri notte quando, davanti alla vetrina del negozio, spunta una pila di mattoni, più o meno nello stesso stile del muretto costruito davanti alla sede di Equitalia nel settembre 2012. Obiettivo degli autori del gesto: lanciare un segnale forte alla città sui temi del lavoro e del diritto alla casa, come dichiarato in una nota dagli stessi giovani dell’ex Caserma occupata di via Adriana. Un’iniziativa definita “simbolica” che ha anche lo scopo di annunciare un corteo di protesta per la casa e per l’emergenza abitativa, fissato per sabato prossimo.

La notizia del muro s’è sparsa intorno alle 3. Lo racconta la titolare dell’agenzia, Monica Bertini, moglie dell’imprenditore edile Ugo Frangerini, che ha una ditta in via Lulli. «Ho trovato questo muro davanti alla vetrina del mio negozio e onestamente proprio non riesco a spiegarmi i motivi. Mi ha chiamato la vigilanza privata, che fa servizio la notte al negozio, e sono corsa sul posto. Poi è arrivata la polizia. Non so altro, so solo che mi ritrovo vittima di un gesto di cui non immagino i motivi».

Ma perché fra tante agenzie i ragazzi della ex Caserma occupata hanno scelto proprio Frangerini? Risponde Giovanni Ceraolo, portavoce del gruppo di via Adriana: «Io l’altra notte non ho partecipato all’iniziativa, comunque posso esporre i motivi. Abbiamo scelto quell’agenzia per un fatto simbolico perché oltre a fare compravendita di case, nel gruppo Frangerini ci sono aziende che acquistano immobili, fanno ristrutturazioni e poi li rivendono, speculando quindi, in senso positivo, su questo settore. Non c’è però alcun accanimento contro quel negozio in particolare».

«Forse queste persone non conoscono neanche la storia della ditta di mio marito - ribatte Monica Bertini Frangerini - un’azienda storica, che non ha mai avuto problemi». C’è da aggiungere che fuori dall’agenzia non ci sono telecamere, cosa che complica le indagini, mentre in piazza Attias c’è la videosorveglianza dell’Unicredit. Sul caso indaga la polizia per ricostruire i fatti e risalire agli autori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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