Gioco
Cibo per gatti fasullo, sigilli a 5 tonnellate
Operazione della Guardia costiera. Sequestrati 50 chili di razze e zuppa al Molo novo. Il titolare: «Era regolare, farò ricorso»
LIVORNO. Lo spacciavano per pesce molto pregiato, invece era un prodotto comunissimo, forse addirittura pesce ghiaccio di fiume. La Guardia costiera ha sequestrato 5 tonnellate di cibo per gatti. Un maxisequestro che si unisce ad altri 100 chili di prodotti ittici vari sottoposti a sigilli a una ditta di Navacchio e al Molo Novo di Livorno, in via Cimarosa. Ai due grossisti la Guardia costiera ha contestato irregolarità rispetto alle norme sulla tracciabilità. Sono i principali risultati dell’operazione Palinurus, svolta negli ultimi dieci giorni in tutte le coste livornesi e a terra, coordinata dall’ammiraglio Arturo Faraone. In tutto, sei tonnellate di prodotti ittici e diverse attrezzature da pesca sequestrate, sei persone denunciate ed oltre 80mila euro di sanzioni contestate.
Leccornie... fasulle per gatti. In particolare, gli uomini della Capitaneria di porto hanno sottoposto a sequestro circa 5 tonnellate di confezioni di cibo per gatti, destinato al mercato nazionale. Il punto è che le confezioni contenevano indicazioni ingannevoli e fraudolente per l’acquirente. Tutto è cominciato da una segnalazione arrivata da Livorno: un cittadino aveva notato in un supermercato una scatoletta sospetta. Da lì sono partite le indagini che hanno portato i militari a risalire al distributore. È così che l’attenzione degli investigatori s’è spostata nella provincia di Arezzo, in Val di Chiana, dove una grossa ditta di mangimi etichettava e distribuiva scatolette contenenti specie denominate come pregiate, come il bianchetto ( giovane sardina), che in realtà erano comunissimo pesce proveniente da mercati dell’estremo oriente. Prodotti che non avevano alcun legame con specie dei nostri mari. A quel punto, sono scattate le denunce penali per i responsabili dell’etichettatura ingannevole: l’accusa è frode nell’esercizio del commercio a danno del consumatore. E l’autorità giudiziaria ha convalidato il sequestro.
Razze non tracciate al Molo novo. Una cinquantina di chili di pesce, tra razze e zuppa, sottoposti a sigilli perché non tracciati secondo le regole. È questa l’accusa che viene mossa al noto grossista livornese Molo Novo, con sede in via Cimarosa e una decina di dipendenti. Il pesce nel mirino era appena arrivato dalla Spagna, ma secondo i militari non era regolare perché privo della documentazione necessaria che ne attesta il tipo, la provenienza, la corrispondenza con le fatture e così via. Un’anomalia che ha anche comportato una multa di 1500 euro al grossista. Ma l’accusa viene respinta con forza dai commercianti livornesi. Lo spiega Marco Papini, marito della titolare del negozio, Maila Filippelli: «Quel pesce era regolarissimo: era appena arrivato, io l’avevo già pulito e stavo per consegnarlo al cliente che lo aveva ordinato. Pesce fresco perfetto, ben etichettato, con le giuste fatture e tutti i documenti previsti dalla legge. L’unica cosa che non c’era, il nome scientifico: sopra c’era scritto solo “razza”. Io ho intenzione di andare a fondo a questa storia: sento di stare nel giusto per questo farò ricorso, non appena avrò tutte le carte».
I sigilli sono scattati anche per un’altra cinquantina di chili di pesce, tra fresco e congelato, in un blitz avvenuto a Navacchio, nella zona del centro commerciale, dove specie di pregio (triglie, moscardini, polpi, sogliole, aragoste, razze e granseole) sono state trovate senza documentazione che ne attestasse la provenienza (la tracciabilità appunto). Per lo stesso motivo, altri 200 chili sono stati bloccati a Viareggio, dove gli uomini della Capitaneria hanno setacciato ristoranti, pescherie e grossisti, evitando che prodotto non controllato arrivasse sulle tavole di ignari consumatori.
Bianchetto sequestrato. Il vero bianchetto, la cui cattura è attualmente vietata nelle acque nazionali, è stato invece sequestrato a Cecina, in un’operazione congiunta tra Guardia costiera di Cecina e i carabinieri. Migliaia di esemplari, 8 chili, sono stati trovati bordo di un’auto guidata da un settantenne di Rosignano che è stato segnalato alla Procura di Livorno per detenzione di specie ittiche allo stato giovanile e vietate da norme nazionali e comunitarie.
I numeri dell’operazione. Quattrocento i controlli, 120 uomini, 16 unità navali e 24 mezzi terrestri. Sette in tutto gli attrezzi da pesca sequestrati e quasi 20mila euro le sanzioni inflitte. A Livorno due pescherecci sono stati sanzionati per aver navigato e pescato al di fuori delle zone autorizzate nella licenza di pesca.
60mila euro di multe a negozi. Sulla filiera ittica, gli ispettori della Guardia costiera, impegnati a terra, hanno concentrato l'attenzione sulle attività commerciali di produzione, distribuzione, stoccaggio di prodotti ittici, nonché nei negozi al dettaglio e nei ristoranti: in tutto, 60.000 euro di sanzioni.
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