Gioco
Quel mistero racchiuso nell’iscrizione in latino
LIVORNO. Un'oscura iscrizione in latino incisa sopra un portale murato attira l'attenzione di uno degli invitati mentre si celebra un matrimonio in un'antica chiesa livornese a pianta ottagonale e...
LIVORNO. Un'oscura iscrizione in latino incisa sopra un portale murato attira l'attenzione di uno degli invitati mentre si celebra un matrimonio in un'antica chiesa livornese a pianta ottagonale e con la vasta cupola completamente affrescata: "Patens Dei Gloriae" è la scritta latina da cui prende il titolo il romanzo di Pietro Mascagni, discendente ed omonimo del grande musicista livornese, di recente pubblicato dalla Editrice Il Quadrifoglio.
La curiosità di quell'uomo, non più giovane, e che diverrà voce narrante del romanzo, è tale che il lunedì dopo lo sposalizio anziché andare in ufficio torna nella chiesa per avere notizie su quella scritta che per esteso recita: "Patens Dei Gloriae Praeclusa Homini Peccato. 1930" ovvero: "Aperta alla gloria di Dio chiusa per il peccato dell'uomo". Qui incontra il vecchio sacrestano che da allora in poi, per un'intera settimana, sempre alle due del pomeriggio, gli racconterà giorno dopo giorno la storia nascosta dietro la scritta. Nella vicenda, del tutto immaginaria ed ambientata a Livorno nel 1930, durante il regime fascista, entrano due piccoli orfani, le monache del vicino convento, la tenutaria di un casino, il parroco, che è fratello del podestà, ed il figlio di quest'ultimo, un giovane arrogante e perdigiorno. Tutto ruota poi attorno ad un misterioso omicidio avvenuto una notte davanti alla villa del podestà e sul quale indaga un commissario che, avendo forse toccato un tasto dolente, viene trasferito altrove: il delitto sembrerebbe insabbiato, ma le sorprese non mancheranno...
Roberto Riu
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