Il Tirreno

Livorno

Ex Caserma occupata mura l’ingresso dell’immobiliare Frangerini

Ex Caserma occupata mura l’ingresso dell’immobiliare Frangerini

Azione dimostrativa a Livorno. «Ci scusiamo con quei dipendenti - scrivono nel comunicato di rivendicazione i militanti - è ora che il tema della rendita immobiliare entri nell’agenda della città»

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LIVORNO. Lanciare un segnale forte alla città sui temi del lavoro e del diritto alla casa. È per questa ragione che i militanti dell’ex Caserma occupata hanno murato nella notte tra giovedì 20 e venerdì 21 l’ingresso dell’agenzia immobiliare Frangerini. Un’iniziativa simbolica anche per lanciare un corteo di protesta per sabato 29 marzo. Ecco, nel comunicato integrale di ex Caserma occupata, le ragioni del gesto.

«Ormai manca poco dalle elezioni amministrative. Lo scenario è interessante e incerto quanto mai, la città si sta aprendo all'idea del superamento dell'apocalisse sociale, politica ed economica targata Partito Democratico. Questa idea però deve contenere quelle che sono le scadenze politiche,le tematiche principi, le emergenze sociali più legate all'attualità: casa e lavoro. Ci scusiamo con quei dipendenti che stamani troveranno impedito l'accesso al posto di lavoro: nostro scopo non è quello di rendere difficili le giornate a costoro, quanto piuttosto di lanciare un segnale alla città. Chi si vuole assumere la responsabilità storica, di un cambiamento radicale per il nostro territorio deve fare i conti con questo dato. Le immobiliari sono solo una parte di un sistema economico, di un mercato, quello della casa, alimentato dalle disgrazie dei cittadini. Chi si arricchisce con il mattone oggi, magari approfittando delle stesse politiche abitative del comune (si pensi ai vari mercati ortofrutticoli, oppure all'Abitare sociale in zona Coteto-Scopaia), sottrae sostanzialmente risorse ad altro impiego. Utilizza soldi pubblici per fare soldi privati. Non intendiamo accanirci con questa immobiliare dunque. Vogliamo solo puntare il dito contro un sistema malato, contro dei meccanismi perversi. Contro un sistema che permette di fare soldi sulla sottrazione di diritti. È tempo che la rendita immobiliare entri nell'agenda politica della nostra città».

«La data scelta per questa piccola azione simbolica non è casuale. Oggi in tutta Italia i movimenti per il diritto all'abitare sono scesi in piazza per ribadire a chiare lettere che il cosiddetto piano casa di Renzi servirà solo a finanziare ancora una volta la rendita senza minimamente intaccare gli interessi dei grandi privati e degli speculatori. Il 29 marzo saremo tutti in piazza per una grande corteo. Chiediamo alla città di scendere in strada con noi, di difendere quei percorsi che hanno restituito un tetto a chi si trovava sul marciapiede ed una prospettiva a decine di disoccupati senza reddito».

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