Il dolore
«Basta, l’Authority si dia una mossa»
Dal Sin all’Alp, stoccata di Ruggeri. E poi: Buongiorno burocrazia portuale...
LIVORNO. «Ho detto qualche giorno fa che ci sono cose arcinote da fare per il nostro porto, escavo dei fondali, resecazione delle banchine e soluzione del problema della profondità delle tubazioni dell’Eni, e che vanno chiuse con urgenza, a costo di piantonarci davanti all’Autorità portuale e ai ministeri. Leggo ora di gare aperte proprio per i famosi tubi che attraversano il fondale, scopro che si stanno appaltando i dragaggi del molo Italia: se sono state le mie dichiarazioni a smuovere le acque ne sono soddisfatto, cercherò di stare al pezzo tutti i giorni per ottenere risultati come questi». Inizia così la nota che porta la firma del candidato sindaco del Pd, Marco Ruggeri. E che si trasforma presto in una dura stoccata contro l’Authority (e non solo).
«Certo è – riprende infatti Ruggeri – che ci vuole più energia, non si può stare passivamente ad attendere gli eventi. Un esempio? La vicenda della deperimetrazione del Sin: forse ci sono stati dei ritardi al ministero dell'Ambiente, ma l'Authority è una diretta emanazione del ministero dei Trasporti, pare possibile che una città e un porto stiano ad attendere questi teatrini tra burocrazie? Se la burocrazia dà la colpa alla burocrazia vuol dire che il tempo delle scuse sta finendo, il tempo dell'agire è oggi». «Una delle prime cose che farò da sindaco – scrive – sarà radunare imprenditoria livornese, Autorità portuale e Soprintendenza per chiudere questa e tutte le questioni aperte del porto una volta per tutte. Mi perdonino quelli di Buongiorno Livorno, ma gli prendo a prestito lo slogan per dire: buon giorno burocrazia portuale, vi siete svegliati?». Frase che non passa inosservata e che dice che la campagna elettorale è iniziata, visto che è ormai arci noto che dirigenti di spicco dell’Authority sono membri attivi di Bl.
Ruggeri passa poi alla vicenda dell’Alp (ex Agelp): «È l’ottimo esempio di una pessima gestione. È il momento che l’ente regolatore faccia davvero il suo mestiere se non vuol far esplodere una gigantesca guerra tra poveri. Il tavolo del lavoro portuale va riunito subito e va ricostruito un accordo tra impresa e lavoratori per dare ordine alla giungla che si è creata. Dopo i lavori urgenti nel porto, se sarò sindaco, pretenderò venga affrontata definitivamente anche questa questione».
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