Gioco
«Poteva salvarsi ma non doveva essere operato»
LIVORNO. «È da stimare ingiustificata la scelta di intervenire con una colectomia totale, e più in generale di aver deciso per un trattamento chirurgico senza avere valutato il paziente con medici...
LIVORNO. «È da stimare ingiustificata la scelta di intervenire con una colectomia totale, e più in generale di aver deciso per un trattamento chirurgico senza avere valutato il paziente con medici internisti o gastroenterologi, senza avere cercato di completare la detensione con terapia medica, senza aver chiarito preoperatoriamente il quadro anatomico con adeguata diagnostica per immagini». Se queste azioni fossero state eseguite dai medici dell’ospedale di Piombino «avrebbe potuto portare ad un diverso esito: in primo luogo probabilmente alla rinuncia a una terapia chirurgica; in subordine alla scelta di un altro tipo di intervento».
Sono questi due dei passaggi chiave della perizia firmata dal dottor Paolo Romognoli ordinario di Istologia all'Università di Firenze e specialista in Medicina legale e delle Assicurazioni e richiesta dal giudice Marco Nassi e depositata il 28 settembre dello scorso anno.
All’interno delle quaranta pagine di relazione, l’esperto ripercorre sia la storia clinica di Fabrizio Guarguaglini sia la sua permanenza in ospedale, fino al suo decesso. E anche sul modulo che è stato fatto firmare al paziente per il via libera all’intervento. «Il modulo di consenso - scrive il professore - si dilunga sulle possibili complicazioni della chirurgia del colon ma non sui punti cruciali, cioè perché si dovesse eseguire una colectomia, quali fossero le possibili alternative e quale fosse la qualificazione dell'operatore e del centro ospedaliero in termini di specifica esperienza dato che la malrotazione intestinale è condizione relativamente rara. Il sottoscritto - è la conclusione - considera mal eseguito l'intervento chirurgico anche sotto il profilo tecnico, soprattutto per avere determinato condizioni ostative alla corretta ripresa della fisiologica motilità gastrointestinale».
L’ultimo punto della perizia firmata dal medico è forse quella che lascia d i più l’amaro in bocca ai familiari di Fabrizio.
«La rarità della condizione clinica e la complessa anomalia anatomica rendevano assai difficile l'intervento chirurgico di colectomia totale. Ma la fase diagnostica, dalla quale è dipesa la decisione di intervenire in maniera che il sottoscritto stima inappropriata per le ragioni già ampiamente esposte, non è da considerare gravata da peculiari difficoltà tecniche».
Adesso la relazione finirà agli atti della citazione a giudizio nei confronti dell’Asl nella quale i familiari quantificheranno il risarcimento danni.
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