Il Tirreno

Livorno

Dopo la sberla Livorno riparte con Costa, norvegesi e forse Msc

di Mauro Zucchelli
Dopo la sberla Livorno riparte con Costa, norvegesi e forse Msc

Al ritorno dal Seatrade di Miami, Authority e società di gestione promettono: è l’anno della svolta Cemar pronostica un altro tonfo? «I loro dati ci sottostimano e La Spezia non è l’Eldorado»

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LIVORNO. Il porto delle crociere prova a rialzarsi, dopo la sberla che abbiamo preso lo scorso anno (meno 29%) e dopo che le previsioni choc di Cemar annunciano con un 2014 da incubo-bis (meno 20%) in un biennio da tregenda che quasi dimezza gli arrivi. Al ritorno dal Seatrade di Miami, il conclave mondiale delle love boat, l'Authority e la sua controllata Porto di Livorno 2000 giurano che l'inversione di tendenza non è un annuncio ma già una realtà: già nei prossimi mesi, senza cioè aspettare il 2015.

Lo fanno con una (doppia) mossa, che salta fuori da quel che si è seminato in Florida, tiene a sottolineare Roberto Piccini, presidente della Porto 2000.

Per un verso, ecco che si mira a rafforzare il legame con Norwegian Cruise: la compagnia scandinava con un accordo della durata di 6 anni porterà qui 150mila passeggeri all'anno («e aumenteranno dal prossimo anno, visto che la compagnia metterà in cartellone anche crociere invernali che, insieme a quelle già in programma ora il lunedì con Aida, allungheranno la stagione»).

E l’altra mossa? Punta a riscoprire il feeling con un colosso internazionale come il gruppo Carnival (che opera anche con marchi come, ad esempio, Costa, Ibero Cruceros, P&O, Cunard e Aida): già dal mese prossimo rivedremo nel nostro porto la Costa Neo-Riviera con una dozzina di scali quest'anno con Livorno porto-capolinea, oltre al ritorno di Costa Classica, senza contare che nel 2015 sono in calendario per adesso 10 nuovi scali di Costa Neo-Riviera (sempre come home-port), 3 scali di Costa Luminosa e uno di Costa Deliziosa (entrambe da 3mila turisti).

Belle parole e perfino roboanti annunci sì, eppure – Il Tirreno l’ha ricordato nei giorni scorsi – Cemar ha strologato che quest’anno Livorno precipiterà a 590mila croceristi mentre, «grazie alle nuove banchine», La Spezia avrà un’altra crescita boom fino a 480mila (e mettendosi in scia per il sorpasso prossimo venturo...).

Piccini contesta i conti di Cemar: l’ha fatto anche a Miami. «Noi contiamo di chiudere il 2014 attorno a quota 700mila. La loro stima si basa sul fatto che immaginano le navi possano essere mediamente più vuote di passeggeri: ma è una pura supposizione e nient’altro». Sta di fatto che per l’anno scorso le previsioni su Livorno le aveva azzeccate Cemar invece che Risposte Turismo (assai meno pessimista): «Vero, ma – ribatte Piccini – queste prime settimane sembrano darci ragione». E poi, in tandem con Massimo Provinciali, numero 2 dell’Authority, giù la stoccata: «Banchine nuove a La Spezia? In realtà, sbarcano in mezzo a carichi merci e gru. E hanno in uso una banchina dell’Arsenale della Marina: non chiedeteci sulla base di cosa».

Ma Piccini ostenta anche altre frecce al proprio arco. La prima: toccherà Livorno la Viking, una compagnia di crociere fluviali che ora si affaccia sul Mediterraneo. La seconda: la DisneyCruise «opera sì su La Spezia ma si dice molto interessata a collaborare con noi». Ma è soprattutto la terza a pesare, anche perché sarebbe un ritorno importante: Msc ha fatto arrivare qui nei giorni scorsi la propria ammiraglia Splendida. Non l’aveva mai fatto e lo stato maggiore della compagnia ha accompagnato quella tappa parlando esplicitamente di test e di voglia di tornare, (perfino come home-port) ma chiedendo «collaborazione da parte delle istituzioni».

Non si tratta di tè, sorrisi e pasticcini, a Palazzo Rosciano l’hanno ben chiaro. Lo conferma il segretario Provinciali: «È una questione che vale anche per altre compagnie: il nostro porto che è un po’ strettino. Riguarda il costo dei servizi tecnico-nautici: a La Spezia non si usa il rimorchiatore, qui c’è il doppio rimorchiatore e il doppio pilota. Nessuna intenzione di far venir meno le condizioni di sicurezza, ma c’è un discorso avviato per costruire criteri diversi nelle tariffe».

Il riferimento è, ad esempio, a come scattano i supplementi per tariffa notturna o festiva («lo so bene che ironizzano dicendo che a Livorno in estate è “notte” alle cinque del pomeriggio...»). Ma qualcosa – aggiunge Provinciali – è stato fatto con la collaborazione delle parti in causa: e ora in fatto di tariffe «è arrivato un segnale importante e concreto».

Davanti alla platea specializzata di Miami ha avuto buon gioco anche un altro aspetto, si sbracciano a sottolineare sia Piccini che Provinciali. «Di “faremo” e “vedremo” sono lastricate le vie delle chiacchiere, le grandi compagnie sono disposte a dare fiducia ma solo se vedono qualcosa di reale».

Cosa? Ad esempio, il pdf con le firme dell’Authority (Gallanti) e della Capitaneria (Faraone) in calce all’ordinanza che, nave per nave, giorno per giorno e banchina per banchina, indica l’inversione della priorità d’accosto e, di fatto, dando alle love boat il “diritto di precedenza” offre l’accosto sicuro agli armatori delle crociere.

Era esattamente lì che avevano sbattuto il naso: proprio nell’anno dei record, in quel 2012 terminato oltrepassando la soglia del milione dei passeggeri. Ma scavandosi la fossa del patatrac successivo: in 4 mesi ben sei navi era state costrette o a far rotta su La Spezia o a trovare sistemazione all’ultimo secondo. E, per non farci mancare nulla, in un caso si era trattato perfino del viaggio inaugurale di una nave superstar con tanto di vicepresidente della compagnia a bordo: una figuraccia in mondovisione.

Sulla graticola c’è anche il siluto dell’Antitrust che chiede più concorrenza: Provinciali dice che non vede «necessità di correzioni immediate», è «solo una pagina e mezzo» e il verbo non è “obbliga” bensì “auspica” . E poi: vendendo la Porto 2000 «facciamo proprio quello che ci chiedono: apriamo al mercato».

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