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Livorno

Politi per il giudice può tornare al lavoro

Politi per il giudice può tornare al lavoro

L’imprenditore arrestato dalla Dda in un inchiesta sulla ’ndrangheta: «è un errore, ecco le prove»

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LIVORNO. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, Simone Luerti, ha concesso a Fabrizio Politi, imprenditore livornese agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Milano sulla 'ndrangheta brianzola, di poter tornare al lavoro.

Nei giorni scorsi si è svolto l'interrogatorio di garanzia - rende noto l'avvocato di Politi, Andrea Dinelli - «durante il quale l'imprenditore ha potuto chiarire la propria posizione in merito ai fatti contestati rispetto ai quali si professa del tutto estraneo. Politi ha fornito la propria versione dei fatti, diretta a dimostrare come il teorema accusatorio nei suoi confronti si sia basato su di un errore frutto di confusione nel corso delle indagini».

La vicenda che ha portato agli arresti domiciliari Politi è quella che vede Francesco Guidetti, patron di “Fipa”, minacciato pesantemente, secondo l'accusa, da esponenti della 'ndrangheta con la quale la società “Italianavi” (della quale Politi era socio insieme ad Emanuele Sangiovanni) voleva fare affari.

«Il gruppo di persone indagate, mai conosciute da Politi - continua il legale - aveva effettuato un pagamento di una somma rilevante come acconto per l'acquisto di un'imbarcazione, ma tale pagamento è stato fatto al leasing nautico, non al cantiere nautico, presso il quale Politi era stato dipendente per alcuni mesi. Il leasing nautico non diede però mai la delibera necessaria all'acquisto dell'imbarcazione e pertanto il cantiere non ricevette mai, né direttamente, né indirettamente, denaro dal gruppo indagato».

Politi - continua la nota dell’avvocato - «ha anche voluto chiarire fornendo tutti gli elementi a sua disposizione che, per quanto a sua conoscenza, l'unico denaro entrato nella società presso la quale è stato dipendente per 8 mesi e dalla quale ha percepito stipendi, è frutto dell'acconto su di una vendita da lui stesso procurata ed effettuata ad un armatore israeliano, di uno yacht di 72 metri del valore di 35 milioni, somme ricevute dalla sede di Londra di Barclays Bank».

Ora l’indagine va avanti, toccherà agli inquirenti verificare se la versione di Politi sia attendibile oppure no.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web