Il Tirreno

Livorno

Niente primarie, Toncelli corre da solo

L’ex vicesindaco si candida mentre il centrodestra si frantuma in mille pezzi

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LIVORNO. Niente primarie di area centrista, con altre liste civiche e col Nuovo Centrodestra. L'ex vicesindao (ed ex dipietrista) Cristiano Toncelli rompe gli indugi e si candida a sindaco: correrà da solo con la sua lista, Progetto per Livorno.

«Ppl – scrive – è un movimento civico che non vuole essere di centro, di destra o di sinistra, siamo cittadini che si sono uniti attorno alla considerazione che Livorno è una città in drammatico declino». Toncelli ripete di avere «discusso con tutte le altre forze che mostravano di voler cercare un forte cambiamento della città: a tutti abbiamo proposto la stessa cosa, cioè di unire punti di vista diversi attraverso un percorso aperto e democratico (primarie) che alla fine scegliesse un unico candidato sindaco. Dopo molti incontri, da sinistra a destra passando per le liste civiche, ci siamo resi conto che questa proposta si scontrava sempre con l'incapacità di accettare il rischio di un confronto». Quindi: «Alla fine dobbiamo registrare che non si è potuto creare un fronte compatto, Ppl si presenterà autonomamente alle amministrative con Toncelli come candidato sindaco. In un certo senso, quelle primarie che tutti volevano evitare si svolgeranno lo stesso, attraverso il primo turno del 25 maggio...».

E mentre Toncelli inizia la campagna per sé, il centrodestra si divide in mille pezzi. Forza Italia, a oggi, è l'unico partito ad appoggiare la candidatura dell'ex provveditore Elisa Amato Nicosia. Stamani Ncd di Andrea Romiti, Costanza Vaccaro e Marco Taradash annuncerà ufficialmente (nonostante le diverse posizioni interne) il distacco da Forza italia: a quanto si dice a candidarsi sarà proprio la Vaccaro.

Tutto mentre il magistrato cattolico Ugo De Carlo insorge, parla di «politichetta da quattro soldi dei partiti di centrodestra», e annuncia che «venerdì presenterò alla città la mia candidatura a sindaco».

«Questa situazione – si arrabbia è frutto del “matteolismo”. Se avesse prevalso il buonsenso mi avrebbero sostenuto come candidato di tutti: una candidatura istituzionale, con una logica che va al di là del centrodestra. Ma evidentemente c'è gente che preferisce il suo microinteresse. Davvero – va giù duro – Ncd pensa di candidare la Vaccaro?». E sull’Amato: «È persona che rispetto, ma si vuol far passare come una pseudo candidatura civica quando invece è timbrata An. Così sprechiamo un'occasione storica».

Se qualcosa non cambierà, il centrodestra al quale Paolo Barabino (Fi) si era appellato nei giorni scorsi, si presenterà clamorosamente spaccato, con aleno tre diversi candidati. C’è da capire - e non è questione di poco conto – cosa farà Marcella Amadio (An). Per ora parla così: «Questa frammentazione dipende dal fatto che tutta la storia della candidatura, qualunque sia, è stata gestita male fin dall'inizio. Fi avrebbe dovuto dire sì alle primarie, anche perché se apro la Bibbia, senza essere blasfema, non c'è scritto che il candidato deve essere espresso dai forzisti: deve essere espresso con primarie, o bisogna riunire il tavolo del centrodestra. Cosa che ancora Barabino non ha fatto. Non si può andare avanti a suon di telefonate...». Alla fine potrebbe candidarsi lei proprio la consigliera più votata del Comune? «A oggi non dico nulla, spero in un sussulto di responsabilità e mi auguro che Barabino riunisca tutti i segretari per trovare una sintesi».(j.g.)

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