Gioco
Muore alle Poste tra le braccia del figlio
Medico di 92 anni si accascia nell’ufficio tra gli utenti: i soccorritori provano a rianimarlo, ma non c’è niente da fare
LIVORNO. S’è accasciato all’improvviso, tra le braccia del figlio, mentre varcava la soglia dell’ufficio postale di Montenero. All’inizio ha un po’ traballato: sembrava che avesse solo un malore momentaneo. Poi, invece, Enzo Spagnoli, 92 anni, ha perso i sensi e si è abbandonato al suolo, sorretto dall’abbraccio di chi amava: il suo cuore ha smesso di battere e lui non s’è più ripreso. I soccorritori della Misericordia di Montenero hanno provato per oltre un’ora a rianimarlo, ma per il medico in pensione non c’è stato nulla da fare. Spagnoli s’è spento ieri, il 18, lo stesso giorno del mese e alla stessa ora - le 11 circa - in cui, nove anni fa, aveva perso la vita sua moglie Salvatrice, morta però in ottobre. Un dolore enorme per il figlio Riccardo, noto architetto, che ha assistito impotente alla tragica scena. «Ho trascorso con lui tutta la vita, sono distrutto», ha detto il professionista.
Sono le 10.40 circa di ieri quando alle Poste di via di Montenero 470 scatta l’allarme al 118: un cliente appena entrato s’è sentito male ed è svenuto, come riferisce una voce agitata agli operatori della centrale. Sulla linea dell’emergenza la persona che chiede aiuto parla di malore. E così, ecco che dalla sede della Misericordia di Montenero parte immediata un’ambulanza con il medico del 118 a bordo.
Intanto il figlio della vittima, aiutato da altri clienti presenti nell’ufficio postale, cerca di dare le prime cure all’anziano padre. «All’inizio sembrava che avesse avuto un semplice giramento di testa - racconta il figlio - E invece più passava il tempo più lui non si riprendeva. È stato tremendo». In pochi minuti arrivano i volontari che, insieme al medico, si mettono subito all’opera: massaggio cardiaco e manovre rianimatorie. Ma ogni tentativo è inutile. Per Enzo non c’è più speranza.
Poco dopo, alle poste arrivano gli agenti delle volanti che si occupano dei rilievi: ascoltano le testimonianze dei presenti per ricostruire la dinamica dei fatti. Poi avvisano il medico legale.
Dopo tutti gli accertamenti, il corpo della vittima viene trasportato al cimitero dei Lupi, dove viene trattenuto e dove probabilmente oggi nel primo pomeriggio (forse alle 15) ci sarà il funerale. La salma questa mattina sarà esposta nella camera mortuaria del cimitero comunale per chi volesse portargli omaggio. Poi, dopo la funzione, sarà trasferita al cimitero della Misericordia di Ardenza, dove è sepolta anche alla moglie di Spagnoli.
Grande lo choc ieri mattina all’ufficio postale, dove anche i dipendenti hanno fatto di tutto per gestire al meglio la situazione. E notevole il dolore anche a Montenero, dove il dottor Spagnoli, insieme alla sua famiglia, era molto conosciuto e stimato. Il 92enne era in pensione dal 1975, dopo essere stato dirigente per oltre 30 anni all’Inam, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro le malattie. Nato e cresciuto a Montenero, da giovane aveva fatto il militare durante la guerra e per questo aveva dovuto svolgere servizio in Sicilia. Lì aveva conosciuto sua moglie Salvatrice Molè, con cui aveva trascorso tutta la vita, fino al 2005.
Spagnoli lascia nel dolore due figli, Riccardo, architetto del Genio civile, che viveva con lui a Montenero, e Roberto, medico di base del Gabbro. Aveva anche due nipoti e tre pronipoti, ai quali era particolarmente legato.
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