Il Tirreno

Livorno

«Il nostro obiettivo? Il Pd al ballottaggio e vincere le elezioni»

di Juna Goti
«Il nostro obiettivo? Il Pd al ballottaggio e vincere le elezioni»

La sfida di Andrea Raspanti, neo candidato di Buongiorno e della coalizione di sinistra. «C’è voglia di una politica nuova»

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LIVORNO. Andrea Raspanti, da lunedì è il candidato di Buongiorno e della coalizione di sinistra. Un bell'impegno a 33 anni: si sente all'altezza?

«Sì, la nuova coalizione è nata grazie al contributo di tutti e anche grazie al mio impegno. Come ho detto all'assemblea di Bl, so che non sarò solo per quello che dovremo fare da domani e, mi auguro, da dopo il 25 maggio. E credo che a fare la differenza sia la capacità di avere un progetto, una visione: se mi mettessi a studiare il burocratese alla fine lo parlerei anch’io e magari acquisirei una parvenza di esperienza. Ma il ruolo della politica è dare l'indirizzo alle competenze tecniche amministrative che ci sono negli enti, e non credo che a 33 anni lo si debba per forza saper fare meno che a 50. Un esempio: i candidati sindaco più giovani di me nella storia sono Diaz e Badaloni...».

Beh, un paragone tosto...

«No no, non lo prenda come un paragone, non ci penso nemmeno. Era per dire che giovanissimi hanno dimostrato di avere una visione. Mi stupisce sempre il fatto che tutti vogliono il cambiamento, ma quando vedono qualcuno giovane si chiedono subito se ci sia da fidarsi».

Appena l'hanno votata, ha detto: “Andiamoci a prendere le energie rimaste fuori”. A chi vi rivolgete?

«Il mio è stato un invito all'interno ad aprirsi all'esterno. Ci rivolgiamo a tutte le persone che hanno progetti, passioni e impegno, che in questi anni l'hanno profuso ma che ancora non siamo stati capaci di coinvolgere. La coalizione in generale si rivolge a un elettorato prevalentemente di sinistra e centrosinistra. Comunque a tutta la cittadinanza, anche alla base storica del Pd, persone che hanno una storia di sinistra e che continuano a votare il Pd perché lo considerano l’erede di una tradizione, cosa che secondo me non è più vera. Ci rivolgiamo ai vecchi che cercano uno spazio nuovo per i vecchi valori e ai giovani che vogliono uno spazio nuovo per nuove idee. La proposta è trasversale».

Non si sa ancora se alle elezioni ci sarà M5S, di sicuro ci sarà Città Diversa. Che rapporto avete con queste forze? Non rischiate di dividervi lo stesso elettorato?

«Abbiamo dall'inizio cercato di coinvolgere tutti. La mia apertura critica a Marco Cannito resta un’apertura, come gli ho scritto in uno scambio di sms, perché è persona che ha esperienza amministrativa e che ha portato avanti battaglie importanti. Ma penso anche che sia necessario da parte di tutti un passo indietro per fare una considerazione obiettiva di quello che è meglio per Livorno in questo momento difficilissimo. A oggi Cannito non ha raccolto questo invito: sono convinto che se c’è condivisione del grande bisogno di cambiamento che ha la città, possiamo ancora parlarne...».

Il 25 maggio si avvicina: sia schietto, qual è l'obiettivo?

«Portare il Pd al ballottaggio e vincere».

E quale sarebbe la prima cosa che farebbe da sindaco?

«Un’operazione trasparenza: aprire i cassetti del Comune e raccontare alla città qual è la situazione reale, vista da dentro. Quindi iniziare a fare, seguendo criteri di trasparenza e meritocrazia».

Fare cosa?

«Le esigenze sono su tutti i fronti, la crisi è sistemica, non voglio mettermi a parlare per slogan su temi specifici: la concretezza è importante, ma il punto è avere una visione politica d’insieme, o si gioca a mosca cieca sperando che la prossima stincata non ti spezzi le gambe. Il programma che stiamo elaborando va in questa direzione. Sicuramente siamo contrari alla discarica del Limoncino, ai palazzi in piazza del Luogo Pio, a inceneritori e Nuovo Centro, mentre serve una politica a volumi zero. Mi permetta di manifestare la nostra vicinanza al comitato del Limoncino che come altri ha tenuto vivi nel dibattito pubblico temi che non dipendono da tecnicismi, ma da scelte politiche ben precise...».

Sa già come sceglierete l’eventuale squadra di governo?

«Lo faremo prima del voto, col comitato elettorale che sceglierò io, ma che sarà rappresentativo della coalizione».

Si sono appena chiuse le primarie: cosa pensa del candidato del Pd, Ruggeri?

«Personalmente non lo conosco. Dal punto di vista politico mi sembra un nome in continuità: è un dirigente di partito che ha occupato posti di rilievo qui e in regione. Ho il massimo rispetto per lui, lo considero un avversario non certo un nemico, ma siamo di nuovo “punto e a capo”. Come io sono il rappresentante di una storia, di un percorso, lo è lui. E non basta cambiare il rappresentante per cancellare tutto il resto».

Bl ha criticato le primarie sottolineando che solo il 3% dei livornesi ha scelto Ruggeri. Ma nel vostro caso hanno deciso un direttivo e un’assemblea.

«No. C'è un percorso di mesi che ha dato legittimità dal basso all’assemblea. È un percorso di sintesi politica, non di definizione dei rapporti di forza. Quello che invece sono le primarie, dove chi vince fa come vuole. Le faccio io una domanda: il candidato di Sel ha fatto per settimane una campagna contro il nuovo ospedale, come faranno ora gli elettori di Sel a stare in una coalizione che andrà in un’altra direzione, visto che il vincitore ha diritto di portare avanti la sua linea? A Castagneto hanno votato quasi in quanti hanno votato alle primarie di Livorno: è il segnale che c'è un bisogno vero, forte, di cambiamento. E in molti lo hanno visto in noi».

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