Gioco
Dipendenti Aamps sul piede di guerra per 300 euro in busta
I sindacati hanno incontrato l’assessore Nebbiai in Comune «Da 6 mesi aspettiamo l’integrazione del contratto nazionale»
LIVORNO. «Il contratto collettivo nazionale non si tocca, si applica e basta». Dopo sei mesi di attesa e alcuni tentativi di soluzione all’interno dell’azienda, i lavoratori Aamps hanno deciso di rivolgersi all’amministrazione per tentare di risolvere quella che considerano «una ingiustizia legata al mancato pieno riconoscimento del contratto Federambiente».
Ieri una delegazione di dipendenti si è ritrovata davanti al Comune, con le Rsu che hanno ottenuto un incontro con l’assessore al bilancio e alle partecipate, Valter Nebbiai, al quale era presente anche l’amministratore unico di Aamps, Enzo Chioini.
L’esito del confronto è stato «parzialmente positivo». Ma i lavoratori attendono ora risposte concrete, altrimenti sono pronti a proclamare lo stato di agitazione.
Il motivo del contendere è presto spiegato: i circa 260 dipendenti Aamps, dopo il rinnovo del contratto collettivo nazionale del 2013, avevano diritto a un aumento di stipendio distribuito in tre parti, l’ultima della quale sarebbe dovuta scattare nell’ottobre scorso. «Da allora, fino a oggi - spiega Giovanni Golino, segretario generale della funzione pubblica Cgil Livorno - le buste paga sono rimaste invariate».
Il mancato aumento si attesta su 43 euro mensili per ciascun lavoratore. Una cifra che, moltiplicata per i sei mesi trascorsi da ottobre e comprensiva della tredicesima, si aggira sui 300 euro.
«Quello di Aamps - sottolinea Golino - è un caso isolato: nel resto d’Italia la stragrande maggioranza delle società che si occupano di rifiuti si è vista riconoscere per intero gli aumenti previsti dal contratto nazionale. Per sei mesi - aggiunge il segretario Cgil, che parla anche a nome delle altre sigle (Cisl, Uil, Fiadel) - le Rsu hanno rivendicato il diritto dei lavoratori all’interno dell’azienda, senza ottenere risposte».
Sull’argomento interviene anche Chioini. «Le ragioni del mancato aumento in busta paga - spiega l’amministratore unico di Aamps - sono da ritrovarsi nell’ispezione in azienda del Ministero dell’Economia e delle Finanze dell’aprile 2013. Gli ispettori - ricorda Chioini - rilasciarono una relazione dove, tra i vari punti, ritenevano che l’aumento non dovesse erogarsi, perché equiparavano i lavoratori Aamps ai dipendenti comunali. Un aspetto che ci trovò subito in disaccordo». Chioini precisa come ci sia stata una «sospensione cautelativa» dei 43 euro mensili: «Nel bilancio abbiamo riservato un fondo con gli aumenti non erogati. Appena la questione sarà chiarita, queste somme saranno immediatamente disponibili».
Il chiarimento dovrebbe arrivare a giorni dalla giunta comunale, come spiegato dall’assessore Nebbiai alle Rsu. L’amministrazione esaminerà la relazione di Aamps richiesta dopo l’ispezione del Ministero. I dipendenti sperano che da Palazzo civico arrivi l’ok allo sblocco dell’ultima tranche del contratto nazionale. In caso contrario, proclameranno lo stato di agitazione.
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