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«Io con tre figli licenziata dopo un certificato di malattia»

LIVORNO. «Mi hanno licenziata in tronco, dopo 25 anni di lavoro: sto vivendo un incubo, ho tre figli e un mutuo da pagare». Ripete la parola «ingiustizia» Michela Marrucci, 43 anni: è una delle due...

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LIVORNO. «Mi hanno licenziata in tronco, dopo 25 anni di lavoro: sto vivendo un incubo, ho tre figli e un mutuo da pagare». Ripete la parola «ingiustizia» Michela Marrucci, 43 anni: è una delle due ex dipendenti dell’Otto Marzo che la scorsa estate sono state licenziate dalla Giesse Ristorazione. La realtà del gruppo Greco che dopo essersi aggiudicata il bando per il punto ristoro della Stazione Marittima ha ereditato i lavoratori della coop livornese.

Marrucci è stata assunta giovanissima dall’Otto Marzo, nel 1988. Come si legge negli atti dell’avvocato Elena Giuliano che la difende, ha svolto ogni mansione: addetta alla cassa, aiuto cuoca, addetta al self service, lavapiatti, cucina, magazzino, catering. Era stata promossa al quarto livello quando, nel 2012, venne trasferita alla Stazione come responsabile self service. Nel maggio 2013 Francalacci (Otto Marzo), le comunicò la risoluzione del contratto di lavoro: di lì a poco sarebbero iniziate le trattative sindacali per il passaggio di tutto il personale (15 lavoratori) alla Giesse di Milano.

Marrucci viene assunta dalla Giesse a tempo indeterminato part time a giugno 2013, dopo avere accettato una riduzione del livello contrattuale. Ma per problemi di salute a luglio presenta un certificato di malattia («il primo della mia vita», dice) valdio fino a ottobre. Nel frattempo Giesse assume a termine altri quattro lavoratori. «Compresa – fa notare – la figlia di un sindacalista della Porto 2000». La società che ha fatto il bando. Fatto sta che il 5 agosto, mentre è in malattia, riceve la doccia fredda: lettera di licenziamento «per giustificato motivo oggettivo». «Le motivazioni del licenziamento che abbiamo poi impugnato – sostiene – non sono mai arrivate, mentre i quattro che avevano firmato un contratto a termine sono stati assunti». «Il licenziamento – scrive il suo legale – è illegittimo, ingiustificato e annullabile» perché «la società non ha attuato riassetti organizzativi, non ha ridotto l'operatività, anzi ha incrementato il personale», quindi «ha semplicemente licenziato Marrucci sostituendola con un altro lavoratore». Le parti diranno la loro in tribunale: stamani è fissata l’udienza.

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