Il Tirreno

Livorno

«Abbiamo agito con correttezza etica e formale»

Il sindaco Cosimi interviene sull’inchiesta della finanza sul Basket Livorno: «Non conosco una contabilità parallela»

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LIVORNO. «In merito a ciò che è emerso sulla stampa, noi non abbiamo nessun atto o documento. Questo perché non siamo coinvolti in nessuna delle vicende che sono state indicate. Ad oggi non abbiamo quindi possibilità di una coerente precisione su elementi che senz’altro approfondiremo nei prossimi giorni». È questo il commento del sindaco Alessandro Cosimi in consiglio comunale sulla vicenda “Basket Livorno” e sull’inchiesta della finanza, dalla quale sarebbero spuntate fuori due contabilità parallele (una reale e una ufficiale), con l’ex presidente Patrizio Tofani indagato per bancarotta.

Davanti al sospetto che il Comune, azionista al 5% della Basket Livorno (attraverso la partecipata Livorno sport) fosse a conoscenza del reale stato di salute della società, Cosimi taglia netto: «Non conosco una contabilità parallela». Poi aggiunge: «Dal 2004, da quando cioè eravamo titolari del 100% delle quote della società Livorno sport, il Comune ha cominciato a cedere tali quote, per arrivare a una partecipazione che a metà 2007 era pari al 5%. Il nostro ruolo, perciò, è stato semplicemente quello di rappresentare un punto di riferimento in questo passaggio graduale. Non eravamo certamente noi le persone alle quali era affidata la gestione della società, che era ovviamente in mano ai soci di maggioranza».

«Il nostro interessamento - prosegue Cosimi - c’è stato, in maniera episodica e in modo informale, solo per risolvere situazioni legate alla sopravvivenza della società, tramite la ricerca di sponsor. Per questo - ripete il primo cittadino - non avevamo alcuna conoscenza delle questioni contabili, ma solo di quelle per le quali c’erano carenze di cassa». E ancora: «Per noi non ci sono condizioni che siano meno che corrette. D’altra parte i bilanci venivano certificati da due soggetti: i revisori da una parte e Comtec dall’altra. Senza le loro autorizzazioni non ci sarebbe stata l’iscrizione al campionato».

Cosimi promette al consiglio di portare «ulteriori informazioni quando saranno disponibili. Informazioni che ad oggi non abbiamo perché non siamo destinatari di alcun atto. Siamo pronti ad assumerci le responsabilità delle questioni che ci riguardano - conclude - ma siamo certi di avere agito secondo una correttezza etica e formale. Lo conferma il fatto che non solo il sindaco non è indagato, ma non c’è neanche alcun tipo di iniziativa nei confronti dell’amministrazione».

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