Il Tirreno

Livorno

Si torna a pagare la tassa sulla prima casa

Debutta la Tasi: il Comune dovrà decidere entro fine aprile ma pare orientato ad applicare l’aliquota del 2,5 per mille

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LIVORNO. Anche il Comune di Livorno delibererà a breve - per la precisione entro il 30 aprile prossimo - le aliquote dei due nuovi tributi, la Tari e la Tasi, che da quest’anno andranno ad aggiungersi alla "vecchia" Imu, per la quale è diventata definitiva l'esenzione sulle prime case.

E allora, tanto per chiarirci un po’ le idee fra queste strane sigle (tutte insieme comporrano la Iuc, imposta unica comunale) , andiamo un po’ a conoscere il nuovo sistema con cui Palazzo Civico tasserà il mattone. La Tari (tassa sui rifiuti) sostituisce da quest’anno la Tares, che è stata attiva solo per il 2013 dopo aver sostituito la Tia (a Livorno la Tarsu era andata in pensione alla fine del 2006). La Tasi (tassa sui servizi indivisibili) sostituisce la maggiorazione Tares, che allo stesso tempo copriva, abbinata alla tassa sui rifiuti, i servizi indivisibili comunali (illuminazione pubblica, pulizia strade, etc.).

Per l'Imu, il cui regolamento resta invariato, è obbligato a pagare il proprietario dell'immobile, mentre per la Tari l'obbligato è l'occupante, a qualsiasi titolo. Sistema misto invece per la Tasi: paga l'occupante, ma se questi non è proprietario (o usufruttuario o titolare di altro diritto reale) la sua quota è parziale, decisa dal comune tra il 10% e il 30% del dovuto (il resto lo paga il proprietario).

Ma allora, a Livorno quanto si pagherà? In attesa di conoscere il regolamento comunale che dovrà definire tutti i dettagli (quando, quanto e come si paga) e che il Comune approverà entro il 30 aprile, ecco emergere le prime linee guida dell’amministrazione labronica. . Per l'Imu - da cui sono escluse, ripetiamolo, le abitazioni principali - le regole rimangono ferme: la prima rata (da pagare entro 16/6/2014) dovrà essere calcolata con le aliquote comunali previste per il 2013 e la seconda (16/12/2014) dovrà invece essere calcolata -a conguaglio sulla base di tutto l'anno 2014- con le aliquote nel frattempo deliberate dal Comune per il 2014: l’amministrazione livornese pare comunque intenzionate a non modificarle, anche perche perchè erano già piuttosto elevate. Dunque, per quanto riguarda l’Imu, le aliquote dovrebbero essere le seguenti: 1) aliquota ridotta del 5,6 per mille per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, comprese le pertinenze della stessa, intese esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7 (ville, villette e immobili di pregio); 2) aliquota ridotta del 2 per mille per i fabbricati rurali ad uso strumentale; 3) aliquota del 10,6 per mille per le aree fabbricabili e per le unità immobiliari ad uso abitativo non costituenti abitazione principale; 4) aliquota ordinaria del 9,6 per mille si applica per tutti gli immobili che non rientrano nei casi precedenti .

Per quanto riguarda la Tasi, le scadenze di pagamento sono liberamente fissate dai Comuni, sempre con almeno due rate con cadenza semestrale. Per quanto riguarda invece le aliquote, che devono essere applicate alla stessa base imponibile utilizzata per l'Imu, il Comune di Livorno dovrà rispettare questi limiti generali: aliquota base all'1 per mille e aliquota massima al 2,5 per l’abitazione principale; la somma delle aliquote Tasi e Imu per ciascuna tipologia di immobile non deve essere superiore all'aliquota massima Imu consentita dalla legge statale alla fine del 2013. A questo principio un recente decreto ha aggiunto che tali soglie massime possono essere superate dai comuni per lo 0,8 per mille totale, distribuito come meglio credono. Quindi l’aliquota per l’abitazione principale potrà arrivare al 3,3 mentre su tutti gli altri immobili residenziali all’11,4 e sui aziende, fondi commerciali, laboratori etc. al 10,4.

Questo nuovo sisterma potrebbe perciò tradursi in una batosta per tutti coloro che sono proprietari dell'immobile in cui svolgono attività lavorativa. Per uffici, negozi, alberghi, capannoni - come del resto per le seconde case - la la Tasi si traduce infatti in una vera e propria addizionale dell'Imu. Ma l’amministrazione livornese pare orientata a percorerre una strada diversa: alle abitazioni principali dovrebbe essere applicata la Tasi con l’aliquota massima del 2,5 per mille senza però fare ricorso all’applicazione dell’ulteriore 0,8; a tutti gli altri immobili, invece, dovrebbe essere applicata solo l’Imu. In questa maniera, Palazzo Civico rischia di perdere qualcosa come circa 10 milioni di euro, ma questo orientamento di bilancio ha un suo fondamento sociale: applicando la Tasi sulle così dette “seconde case”, ci sarebbe il forte rischio di un aumento dei canoni di locazioni che in questo periodo di crisi economia determinerebbe serie difficoltà; idem per quanto riguarda i fondi commerciali e artigianali, con il proprietario che - vedendosi aumentare la tassazione - potrebbe essere spinto ad aumentare l’affitto con riflessi negativi per chi svolge un’attività lavorativa. Insomma, se sull’abitazione principale torna la tassa per decisione del governo (la Tasi al posto dell’Imu), Palazzo Civico non pare nè orientato a sfruttare l’ulteriore addizionale dello 0,8 per mille nè a colpire pesantemente i proprietari di tutti gli altri immobili su cui grava già l’Imu. La giunta deciderà nei prossimi giorni ma, come detto, l’idea su cui si sta discutendo è quella di mantenere l’Imu e di escludere la Tasi sugli immobili diversi dall’abitazione principale (dove si pagherà la Tasi). Vedremo se la discussione porterà alla conferma di questa ipotesi o a qulache cambiamento.

Più nebuloso, invece, il quadro riguardante la nuova tassa sui rifiuti, la Tari, per la quale non esistono tariffe nazionali di riferimento. Le amministrazioni comunali, perciò, etermineranno le proprie tariffe utilizzando, più o meno, gli stessi criteri presuntivi validi per le vecchie tasse sui rifiuti (Tares, Tarsu, Tia), in attesa dell'arrivo di nuovi metodi per il calcolo dei rifiuti prodotti da ogni utenza. Le rate per il pagamento dovranno essere almeno due, con cadenza semestrale: l’amministrazione labronica, però, pare orientata a confermare le tre rate.

Alessandro Guarducci

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di Redazione web