Gioco
Cosimi, bilancio di fine mandato: “Abbiamo salvaguardato il sociale”
Il sindaco, in consiglio comunale, ha sottolineato che la sua amministrazione ha difeso la scuola, la cultura e le famiglie. Tra i risultati ottenuti rivendica il nuovo piano regolatore del porto mentre tra gli obiettivi falliti ricorda la mancata apertura al traffico di piazza Cavour e i ritardi nella revisione del piano strutturale
LIVORNO. Ha parlato ai consiglieri comunali per quasi due ore e mezzo, leggendo e commentando una relazione di ben 37 pagine: Alessandro Cosimi, a 69 giorni esatti dalla scadenza del suo mandato di sindaco, ha deciso che fosse arrivato il momento di fare un bilancio della sua atrtività amministrativa e così, accanto alla relazione di fine mandato che è espresamente prevista dalla normativa, ha voluto fare un rendiconto degli ultuimi cinque anni trascorsi alla guida di Palazzo Civico. Spiegando, a suo giudizio, tutto quello che è stato fatto , senza però nascondere le difficoltà incontrate e anche quello che non è riuscito a fare. «Onestamente ritengo che alla luce della situazione generale - afferma Cosimi - l’impegno e lo sforzo dedicati siano stati davvero significativi. Purtroppo gli esiti sono stati spesso diversi rispetto alle nostre aspettative Al riguardo non va dimenticato - aggiunge - che questo mandato ha dovuto confrontarsi con la crisi più drammatica della storia repubblicana e lo ha fatto assumendosi la responsabilità politica di gestire una indotta riperimetrazione dell’agire pubblico locale. Una riperimetrazione relegata all’interno di una ambigua ed alternante fase politico amministrativa nazionale che da un lato ridisegnava normativamente in chiave federalista il profilo del Comune candidandolo ad essere l’ente esponenziale di governo rappresentativo della comunità di riferimento sempre più autonomo e indipendente da Roma e dall’altro inviduava nei Comuni il livello di governo su cui scaricare il peso maggiore della pur necessaria stabilizzazione economico-finanziaria con forme sempre più incisive di controlli e vincoli che, nella sostanza, etero-indirizzavano l’agire politico amministrativo locale, spropriando la capacità di indirizzo e gestione degli organi di governo territoriali”. Una delle conseguenze più evidenti di questa situazione, è stato l’aumento della pressione tributaria sui cittadini livornesi dovuta, spiega Cosimi, al «mancato trasferimento di oltre 29 milioni di euro dallo Stato negli ultimi tre anni».
Politiche sociali. Ma è nel settore delle politiche sociali che il sindaco ha rivendicato con orgoglio i migliori risultati ottenuti dalla sua amministrazione. «È uno degli sforzi massimi compiuto dall'amministrazione - afferma - Penso sia facilmente comprensibile che in un momento di prolungata crisi e di recessione economica cresca la domanda di assistenza. E gli utenti in carico ai servizi di assistenza sociale - ovverosia gli utenti seguiti, con servizi e non, dagli assistenti sociali - sono passati dai 5.165 del 2010 ai 7.092 del 2013 con un incremento in assoluto di 1.297 unità, pari a un +37,3% in soli 4 anni».
«A questa crescente domanda di assistenza - prosegue Cosimi - sul fronte dei servizi complessivamente erogati, l'amministrazione ha risposto con una molteplicità di percorsi assistenziali individuali che hanno visto le risorse economiche dedicate salire dai 22.048.787 euro del 2010 ai 23.332.596 euro del 2013 e gli utenti aumentare dai 4.330 del 2010 ai 4.605 del 2013. Se il dato lo confrontiamo con il 2004 le risorse economiche sono aumentate di ben 4.995.236. La spesa sociale per abitante è passata dai 113 euro del 2010 ai 117 euro del 2013. Un focus particolare mi preme farlo sulle Residenze Sanitarie Assistite la cui gestione che economicamente vale oltre 13 milioni annui (per l'esattezza 13.209.794 euro nel 2013), in questa città, anche in maniera difforme rispetto alla maggior parte del territorio regionale, ha visto un tradizionale impegno diretto del Comune anziché dell'Asl».
Scuola, cultura e famiglie. Cosimi, ha sottolineato inoltre la difesa messa in campo dalla sua amministrazione nei confronti della scuola, della cultura e delle famiglie. «Nel settore educativo abbiamo aperto tre nuovi nidi di infanzia - spiega il sindaco - ampliando negli ultimi cinque anni l’offerta pubblica integrata di ulteriori 108 posti che si vanno a sommare ai 466 posti in più già attivati nel primo mandato. L’offerta complessiva di servizio educativo 03 anni + ad oggi in città pari a 1351 posti con una percentuale di copertura pari al 38% della potenziale utenza di fronte a ua media italiana del 12,7%».
«Abbiamo continuato - prosegue Cosimi - anche a ritenere che la cultura non meritasse un passo indietro dell’amministrazione ma al contrario rappresentasse uno strumento di crescita irrinunciabile. Da questo punto di vista, i 2,4 milioni di euro investiti anche quest’anno nel Teatro Goldoni e n ell’Istituto Mascagni, non rappresentano per noi una variabile libera di bilancio ma al contrario un punto programmatico qualificante.
Piano regolatore del porto. Tra i risultati raggiunti, il sindaco ha sottolineato con soddisfazione l’approvazione degli strumenti urbanistici necessari per il nuovo Piano regolatore del porto , la diminuzione della spesa della macchina comunale e dei costi della politica, il rispetto del patto di stabilità nella redazione dei bilanci e il raggiungimento “del livello di indebitamento più basso della storia recente del Comune passando dai 103.452.000 euro del 2009 ai 79.922.000 del 31 dicembre 2013».
Cosa manca. Tra le voci del capitolo riguardante le cose non fatte, Alessandro Cosimi ha citato il mancato attraversamento veicolare di piazza Cavour, la mancata concretizzazione del Progetto Cisternino 20-20, la mancata realizzazione di un nuovo stadio, il ritardo nella ristrutturazione dello chalet della Rotonda, l’insufficiente manutenzione stradale e il ritardo nello svolgimento dell’iter di revisione del Piano strutturale.
LA RELAZIONE DEL SINDACO
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
