Il Tirreno

Livorno

Ma non è sempre colpa dei politici

Simone Lenzi

2 MINUTI DI LETTURA





Sono uno dei tanti livornesi che ama andare a far la spesa al Mercato Centrale. Ho il mio macellaio preferito, la mia pescheria, adoro le botteghe con quei grossi sacchi di juta dove trovi ogni possibile farina. 
Mi piace l'atmosfera, il vociare dei commercianti. Apprezzo molto la fine conoscenza che molti di loro hanno di ciò che vendono. Non ci vado sempre, purtroppo. Molte volte vado al supermercato, perché spesso la mattina ho da fare e il pomeriggio il Mercato è chiuso. Avevo quindi letto con entusiasmo della possibilità di un'apertura pomeridiana, ma ho visto poi che i commercianti si sono ribellati all'idea. Peccato. Girando per la città, parlando con gli amici, sento ripetere come un mantra le lamentele verso l'Amministrazione Comunale, colpevole di non aver fatto abbastanza, di aver fatto male, o di non avere avuto un progetto per rilanciare la città. Non mi interessa difendere l'Amministrazione, né i partiti della maggioranza al governo. Mi interessa invece (moltissimo) invitare a una riflessione più generale. Noi livornesi, in questo italianissimi, siamo portati a vedere in chi governa, ad ogni livello e a seconda che ci piaccia o meno, un capro espiatorio o un risolutore provvidenziale. In entrambi i casi, comunque, come qualcuno che ci toglie dalle spalle il peso di quelle responsabilità che sono soltanto nostre. Quindi, per dire le cose come stanno, se il Mercato Centrale rimane chiuso di pomeriggio e io vado a fare la spesa al supermercato, non è colpa dei politici, della casta, delle auto blu, dello strapotere della Coop o delle scie chimiche. Queste sono tutte cose su cui ovviamente ci sarebbe molto da dire (a parte le scie chimiche, di cui è bello tacere), è solo che in questo caso non sono pertinenti. Se il pomeriggio vado a fare la spesa al supermercato, è semplicemente il risultato di una scelta, di cui non voglio neanche sindacare la giustezza. L'hanno fatta i commercianti e avranno avuto le loro buone ragioni che non discuto. Ma da questa scelta, e da centinaia di scelte analoghe, dipende ad esempio anche il fatto che i crocieristi si stanchino di bighellonare per le vie di una città deserta, e magari optino per visitare Pisa per la decima volta (almeno la Torre pende a orario continuato). Da questa scelta dipende anche il fatto che si perda quella cultura alimentare legata ai prodotti del territorio di cui un Mercato Centrale dovrebbe essere il presidio più agguerrito. E come i prodotti sui banchi del Mercato, così anche le scelte hanno un cartellino con il prezzo. Bene allora sapere che i tempi in cui viviamo non faranno sconti a nessuno.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web