Sicurezza
I nodi? Ospedale e rifiuti
Campagna con pochi colpi bassi, ma ecco le patate bollenti
LIVORNO. Sarà perché come ha detto Andrea Romano (Idv), durante il dibattito organizzato dal Tirreno al Lem, «per la prima volta il centrosinistra rischia di prenderle sode». Ma la campagna dei quattro candidati non è stata al vetriolo. Almeno non come, ad esempio, nella vicina Cecina. Semmai non sono mancate le frecciate tra tifoserie e iscritti. Ma non tra i candidati. Almeno non ufficialmente. I toni tra i quattro sono rimasti all’insegna della cooperazione futura, un po’ in stile british, per una coalizione iniziata nelle polemiche.
Marco Ruggeri (Pd), Gianfranco Morelli (Psi), Roberto Idà (Sel) e Romano (Idv) sembrano aver voluto evitare la guerra fratricida. Forse i toni caldi da stadio, come ci sono stati durante altre primarie in Toscana, avrebbero potuto richiamare un maggior numero di votanti, ma questo è uno prezzo che i quattro del centrosinistra non hanno voluto pagare. «Quello che conta – hanno detto in queste settimane – sono le secondarie, le elezioni di maggio». Questo non significa che nella coalizione non siano mancati distinguo, anche forti, su punti cruciali del programma. Sul nuovo ospedale i nervi dei candidati-alleati sono scoperti. Idà ne ha fatto un cavallo di battaglia: «No al nuovo ospedale». «Ma non possiamo tornare ogni cinque anni sulle stesse decisioni», ha ripetuto Ruggeri, uno dei sostenitori del progetto: «Quello che faremo sarà chiedere che le risorse sanitarie siano distribuite su tutto il territorio». Sulla stessa lunghezza d’onda Morelli («il problema è capire come spostare sul territorio i servizi sociosanitari già in crisi»).
Sul nuovo ospedale il candidato di Sel nutre i dubbi più seri, tuttavia si dice disposto a fare un passo indietro qualora risulti che, studiando tutte le clausole, non ci sia la possibilità di spostare la futura struttura dall’area di Montenero. In caso contrario annuncia che si batterà per farlo.
Anche su un altro tema caldo per la futura amministrazione, la discarica del Limoncino che sarà dissequestrata, si sono riaccesi gli animi. È Andrea Romano, che ha fatto del “no alla discarica” un suo cavallo di battaglia, a parlare delle primarie come di un “referendum pro o contro discarica” e a invitare gli altri candidati a esprimere la propria opinione senza lasciarsi andare in toni accusatori o allusivi.
Per l’altra spina nel fianco di queste primarie, la riqualificazione e i nuovi palazzi in piazza del Luogo Pio, di cui l’unico convinto sembra essere il progettista (Idà), occorrerà vedere che cosa sarà deciso in futuro viste le opinioni fortemente divergenti in campo.
Per adesso gli alleati-avversari sembrano provare a fare barriera contro chi sta fuori dalla coalizione, perché comunque vada, da lunedì, Ruggeri, Morelli, Idà e Romano, dovranno fare squadra per lo stesso obiettivo: vincere le amministrative di maggio. O almeno provarci.(giu. man.)
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