Il Tirreno

Livorno

Nasce a Pisa quasi un livornese su 3

di Roberto Riu
Nasce a Pisa quasi un livornese su 3

Ma il padiglione di ostetricia è stato rinnovato e ora c’è un lieve incremento. In calo i bebè di immigrate

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LIVORNO. Quasi un terzo delle future madri livornesi per partorire sceglie ancora l’ospedale di Pisa nonostante a Livorno sia attivo da tre anni un reparto di maternità completamente rinnovato: nel 2013, infatti, a fronte di circa 1500 nascite relative a mamme residenti a Livorno, almeno 400 sono avvenute all’ombra della Torre pendente, mentre sono stati 1077 i nati presso gli Spedali Riuniti labronici, di cui un 20% relativo a donne immigrate.

L’anno scorso nel rinnovato padiglione di ostetricia e ginecologia dell'ospedale livornese si è comunque registrato un lieve incremento complessivo delle nascite, nonostante la contemporanea flessione di nati da donne immigrate (che negli anni precedenti contribuivano a tenere più alto il dato totale): «Le donne livornesi vengono sempre di più da noi – spiega la dottoressa Angela Citernesi, direttore dell'Unità operativa di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di viale Alfieri – e ci piacerebbe che il loro numero aumentasse ancora come riconoscimento per l'impegno e la qualità del nostro lavoro e della nuova struttura ora esistente».

L'attuale reparto materno-infantile è stato infatti inaugurato nel giugno 2011 ricavandolo all'interno dell'ex Padiglione 8: «Nel nuovo complesso – precisa Daniela Vaccai, responsabile dell'unità operativa professione ostetrica dell’Asl – è stata seguita la logica dei percorsi assistenziali con al pianterreno i servizi di accoglienza ambulatoriale ed al primo piano un’area di ostetricia e rivolta al neonato sano, una unità di travaglio-parto ed una sala operatoria dedicata. Al secondo piano si trova infine la pediatria medica e sub-intensiva neonatale».

Una particolare attenzione viene posta anche nel periodo della gravidanza e difatti è stato appena attivato un ambulatorio congiunto con il diabetologo per l'assistenza al diabete gestazionale ed a breve sarà avviato un protocollo-studio sulle patologie tiroidee delle future puerpere proponendo loro uno screening gratuito.

«Anche l'offerta per il controllo del dolore è molto avanzata», continua Citernesi: «Proponiamo sostegno e variazione delle posture durante il travaglio accogliendo tutte le esigenze della donna. Offriamo inoltre il travaglio in acqua, di cui si parla a livello di consultorio durante i corsi di preparazione alla nascita, così come per la partoanalgesia, il cosiddetto parto indolore ottenuto mediante puntura epidurale, una modalità che rappresenta ora il 35% del totale».

L'incidenza del parto cesareo è invece all'incirca uno su quattro e tende a ridursi nelle primipare. Guardando inoltre alla salute delle donne da quest'anno è stato avviato il “Codice rosa” che comprende un'assistenza particolare in presenza di abusi, maltrattamenti, violenze fisiche e psicologiche «Come ginecologi – conclude Citernesi – ci preoccupiamo di accogliere ed assistere le donne che subiscono violenza sessuale esaminando i vari aspetti di tipo medico legale. Vanno poi tenuti presenti i maltrattamenti subiti durante la gravidanza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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