Gioco
Il business del mattone era ripartito poi in autunno di nuovo kaputt
Dall’Agenzia delle Entrate i dati sulla base degli acquisti reali: in estate l’illusione della fine della crisi In un anno nella nostra città hanno cambiato proprietario 1.225 abitazioni, 607 box auto e 85 negozi
LIVORNO. C’eravamo illusi che i guai del mattone ce li fossimo lasciati alle spalle. Ma questa speranza ha ballato una sola estate. Lo dicono le cifre messe nero su bianco dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’ Agenzia delle Entrate, che fotografa i dati delle compravendite effettivamente registrate.
Nei primi tre mesi dello scorso anno nella nostra città si erano contate 280 compravendite di abitazioni, il 15,7% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Ma nella primavera successiva aveva tirato il freno la diminuzione del numero di case passate di mano: neanche il 6% (da 359 a 338).
Figurarsi che dall’inizio di luglio alla fine di settembre questa frenata era arrivata a tal punto che aveva praticamente azzerato l’arretramento. Nell’ estate scorsa sono stati compravenduti tanti alloggi quanto nello stesso periodo dell’anno prima: 285 contro 288 a Livorno città (e nel resto della provincia si era registrato perfino il sorpasso: 359 nel 2013, 358 nel 2012).
Poteva essere l’indizio di una inversione di tendenza? Sì, anche perché l’indagine Tecnocasa sulla base dei dati Bankitalia segnalava che proprio in quel periodo – il terzo trimestre, appunto – le famiglie livornesi erano tornate a chiedere mutui alle banche. O, forse, sono state le banche ad aprire finalmente un po’ i rubinetti del credito: più 13,3% nelle erogazioni relative alla provincia di Livorno, all’opposto di quel che è accaduto in Toscana (meno 23,1%). Solo Prato (più 42%) e Massa (più 25%) hanno galoppato più di noi...
Dall’inizio di ottobre a Natale però torna il “grande freddo” sul fronte degli acquisti di abitazioni: erano state 360 le case che avevano cambiato proprietario nell’autunno 2012, sono state 323 negli ultimi tre mesi dello scorso anno. Con un calo che, seppur di poco, torna a essere al di sopra della soglia-simbolo del 10%.
Stavolta è soprattutto il resto della provincia a soffrire: da ottobre a fine anno gli affari sono calati del 10,2% nel capoluogo e di quasi 21 punti percentuali negli altri Comuni.
Al tirar delle somme, sono state 1.225 le abitazioni che nei dodici mesi dello scorso anno sono state compravendute: quasi l’8% in meno a confronto con il 2012. Siamo fra le 30 province a nord di Roma dove più forte è stata la diminuzione . Peggio di noi in Toscana: Pisa (meno 13,4%), Grosseto (meno 15,8%) e Pistoia (meno 16,9%). Siamo quasi al doppio della flessione registrata a livello regionale.
Va meglio il resto del business immobiliare. Per dirne una: l’economia è in affanno e finora gli uffici venivano riconvertiti ad uso abitazione, eppure nel 2013 nella nostra città ne sono stati venduti 57 (contro i 38 dell’anno prima). Idem per i capannoni: 26 passati di mano lo scorso anno, 16 nel 2012. E anche in fatto di negozi e fondi commerciali c’è stato un calo sì ma per nulla drammatico: 85 compravendite nel 2013, quattro in meno dell’anno precedente. Così come per i magazzini: 160 nel corso del 2013, sei in meno rispetto a quel che era avvenuto l’anno prima.
Salta fuori come una eccezione l’andamento delle compravendite di posti auto, box e simili: in città ne sono stati acquistati 607 nel 2013 (contro i 720 dell’annata precedente).
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