Gioco
Truffa milionaria al Lotto: «Giocavano senza pagare»
Al centro del raggiro un bar-ricevitoria nella zona di Vada: 6 gli indagati. Il sospetto è che dietro ci sia un giro di riciclaggio di denaro dalla Sicilia
LIVORNO. Ai gestori dal bar ricevitoria Italia di Vada piaceva, e molto, vincere facile: giocavano migliaia di euro al Lotto puntando su decine di combinazioni diverse ma si scordavano di versare quanto dovuto in cassa. Poi però, quando vincevano, non si dimenticavano mai di incassare il denaro dal Monopolio.
Dietro a quelle che per mesi sono state archiviate come «vincite anomale» si sarebbe nascosto, invece, un raggiro che avrebbe fruttato ai presunti truffatori oltre mezzo milione di euro e dall’altro lato un danno allo Stato pari a più di 1,1 milione di euro.
Ma nell’inchiesta condotta dalla finanza e coordinata dal pubblico ministero Massimo Mannucci spunta anche l’ombra del riciclaggio di denaro sporco, in particolare per l’acquisto - fittizio secondo gli inquirenti - di un peschereccio, pagato nel 2012 un terzo in più di quanto lo stesso proprietario avesse speso 13 anni prima.
Nel registro degli indagati con l’accusa a vario titolo di truffa ai danni dello Stato, peculato e, appunto, riciclaggio, sono finite sei persone per le quali è stato già chiesto il rinvio a giudizio che si dovrebbe discutere il prossimo 9 aprile dopo essere stato posticipato ieri mattina.
Si tratta di Giuseppa Raciti, 45 anni, in qualità di titolare della ricevitoria, dei figli Salvo e Francesco Cristaldi, rispettivamente 24 e 21 anni, della commessa Ancuta Habageru, 29, origini romane ma residente a Rosignano, Giorgia Giacomello, 42, compagna dello zio dei Cristaldi, e Andrea Consoli 50.
Al centro delle accuse la truffa in concorso che sarebbe stata pianificata da cinque dei sei indagati (tutti tranne Consoli). Secondo il pubblico ministero, «mediante la sistematica simulazione dell’avvenuto introito di ingenti somme puntate nel gioco a premi “10 e lotto”». La cifra totale sarebbe di 8.300 euro nel periodo compreso tra il 2 agosto 2011 e il 25 gennaio 2012, per la maggior parte giocate dai fratelli Cristaldi oltre che dalla Habageru che tra il 21 luglio 2011 e il 13 ottobre dello stesso anno prenotava vincite al concorso per 78.800 euro di cui 9mila venivano girati a Francesco Cristaldi e a Giorgia Giacomello che a sua volta prenotava vincite per 51.125 euro girandone la metà sempre allo stesso Cristaldi.
Era questo il meccanismo attraverso il quale - si legge nel capo d’imputazione - «inducevano in errore la pubblica amministrazione circa l’effettivo incasso delle puntate, procurandosi un ingiusto profitto consistente nel realizzare vincite per 555.300 euro mediante l’acquisizione di abnormi probabilità senza dover sostenere un corrispondente impegno economico, con conseguente danno patrimoniale per l’Erario che avrebbe dovuto invece incassare le somme giocate e introitarle definitivamente all’esito della scommessa».
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