Gioco
Ma Gallanti non ci sta: colpa di quegli anni di immobilismo
LIVORNO. Giuliano Gallanti, presidente dell’Authority, non ci sta proprio a finire sulla graticola: e se, da un lato, conferma la notizia relativa allo stop del collegamento diretto “Med3” sostituito...
LIVORNO. Giuliano Gallanti, presidente dell’Authority, non ci sta proprio a finire sulla graticola: e se, da un lato, conferma la notizia relativa allo stop del collegamento diretto “Med3” sostituito da servizi feeder appoggiati su Genova o su Algeciras, dall’altro ribadisce che tutto questo dipende da fattori estranei al nostro porto.
Ma torna a far capolino la questione dell’accessibilità del porto alle navi più grosse: inutile anche solo immaginare di far entrare portacontainer da 10mila teu prima che l’espansione a mare con la Darsena Europa esca dal libro dei sogni e diventi realtà, ma il dragaggio dei fondali potrebbe consentire d accogliere almeno quelle da 8mila teu. Ma anche sulla questione dei dragaggi, Gallanti tiene a precisare le responsabilità: «Da tempo – ribadisce – vado dicendo che i problemi infrastrutturali dello scalo livornese non nascono oggi, ma sono il risultato di anni ed anni di immobilismo».
E lui? «Questa amministrazione – rivendica – sta mettendo mano ad alcuni interventi fondamentali per il rilancio del porto: dall'allargamento del canale industriale, all'escavo dei fondali della Darsena Toscana, sino all'allargamento dell'imboccatura sud, ma gli ostacoli procedurali e burocratici che finora abbiamo incontrato sono stati molti».
Gallanti affida a un esempio la spiegazione concreta degli intoppi: «Soltanto per avere il via libera dal ministero per il progetto di interramento dei tubi dell'Eni nel canale industriale abbiamo dovuto aspettare ben 15 mesi».
Non basta. È ancora Gallanti a spiegare che «da tempo» l’Authority è in attesa del decreto ministeriale che sancisca, per le materie ambientali, il concreto passaggio del porto di Livorno dalla giurisdizione nazionale a quella regionale, cioè da “Sin” a “Sir”. E aggiunge: «Senza questo decreto, diversi nostri progetti di dragaggio, in particolare l'escavo della Darsena Toscana, rischiano di subire pesanti ritardi, e questo nonostante molti progetti siano stati già approvati e vi sia la disponibilità economica».
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