Il Tirreno

Livorno

l’esponente Pd: mai rassegnarsi al declino

Frustata di Ruggeri: si è dormito

«“Assediamo” i ministeri se è necessario per far partire i lavori»

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LIVORNO. «Spero in un ripensamento ma, se fosse confermata, la notizia, di un altro traffico importante che lascia il porto di Livorno dopo la vicenda delle P3 è allarmante». Non usa giri di parole Marco Ruggeri, che ha lasciato il posto di capogruppo Pd in Regione per essere candidato alle primarie del centrosinistra. L’ha detto ieri, a margine di un incontro politico della propria campagna.

E va giù ancor più duro sulla diagnosi: «Immagino – afferma – che questo avvenga anche per ragioni commerciali ma purtroppo e soprattutto capita perché hanno dormito troppo sulle cose da fare, che sono arcinote da anni: escavo dei fondali, resecazione delle banchine e soluzione del problema della profondità delle tubazioni dell'Eni».

Ruggeri, che pure non è mai stato renziano, indossa i panni del “rottamatore”: «Queste cose – tiene a sottolineare – vanno fatte con urgenza, a costo di piantonarci davanti all'Autorità portuale e ai ministeri».

L’esponente del Pd vuole evitare in ogni modo che la città si rassegni a vedere che «il nostro porto venga nei fatti declassato». E se la prende con quello che ritiene un vecchio vizio della politica in salsa livornese: «Sono un po’ stanco – ribadisce Ruggeri – che di fronte a questi problemi si cerchi solo di trovare chi è il colpevole senza risolverli mai. Questo atteggiamento si sposa poco con la necessità che ha il nostro porto di agire, i problemi si risolvono, non si denunciano. Io ho sempre fatto così e farò così».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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