Il Tirreno

Livorno

«Sono andati in fumo 25 anni di lavoro»

di Lara Loreti
«Sono andati in fumo 25 anni di lavoro»

Brucia l’ufficio di un agente di commercio in un palazzo, chiuso per ore corso Amedeo. Indagini sulle cause, nessun ferito

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LIVORNO. «Venticinque anni di lavoro andati in fumo. Anche tutti i cd e le copie di back-up dei miei documenti erano là dentro: non ci posso pensare».

Andrea Crovetti, agente di commercio, è disperato mentre cammina avanti e indietro per i corridoi anneriti e dall’aria irrespirabile del palazzo di Corso Amedeo 32. Ieri, a metà mattinata, un grosso incendio è scoppiato a partire dal suo ufficio, al primo piano del palazzo. Fumo e fiamme poi si sono estese alle stanze adiacenti, occupate da altri uffici, tra cui uno studio legale, un’agenzia di eventi, una ditta edile e così via. Ingenti i danni: la stanza in uso a Crovetti è stata dichiarata inagibile dai vigili del fuoco e le pareti di tutto il piano sono completamente mangiate dal fuoco, ma per fortuna non c’è stato nessun ferito. A procurare il rogo, probabilmente, un problema elettrico.

Danni ingenti. Sono da poco passate le 11 e l’agente di commercio è fuori ufficio. In quel momento, Massimo Pacini, titolare dell’agenzia di eventi Mille Idee, che ha la sede sullo stesso piano, sta per uscire dallo stabile quando nota del fumo provenire da una stanza accanto. «All’inizio non immaginavo che il rogo fosse così grande - racconta il commerciante - credevo che si trattasse solamente di un po’ di fumo. Invece poi mi sono reso conto che era una cosa grossa. In ogni caso, ho dato immediatamente l’allarme, chiamando i vigili del fuoco e la portiera per far avvisare il titolare di quell’ufficio, che era momentaneamente fuori dalla sede».

Nessun ferito. In quel momento al lavoro su quel piano c’erano una decina di persone. «Ognuno era nel suo ufficio - prosegue il racconto di Pacini - ma a quel punto sono usciti tutti. Per fortuna nessuno è rimasto coinvolto direttamente dal rogo, però la paura è stata tanta».

Panico in strada. Paura palpabile anche all’esterno del palazzo: decine di persone si sono accalcate all’inizio di corso Amedeo, poco dopo l’incrocio con piazza Attias, dove la circolazione è stata chiusa per un paio d’ore. Oltre ai camion dei pompieri, che occupavano la sede stradale, c’erano le gazzelle dei carabinieri e un’ambulanza della Misericordia, giunta per precauzione. I vigili urbani poi hanno circondato la zona con un nastro per bloccare il passaggio dei pedoni e circoscrivere così il pericolo.

L’ufficio è inagibile. Le prime ad arrivare sul posto sono state le squadre dei vigili del fuoco con un’autobotte e un’autoscala: alcuni pompieri sono entrati nel palazzo con gli estintori, le maschere e bombole, altri sono saliti con la scala per raggiungere, attraverso una terrazza, le stanze del primo piano interessate dalle fiamme. I pompieri hanno lavorato per tutta la mattinata per estinguere le fiamme e far sì che sotto il cumulo di carte non covassero nuovi focolai. Il problema è che la stanza di Crovetti era piena di documenti che sono bruciati alla svelta. C’erano anche computer e vari oggetti elettrici, oltre che cd e altro materiale di archivio. Tutto distrutto. All’interno, come accertato dai carabinieri, c’era in particolare un computer in stand by: non è escluso che il corto circuito sia partito da lì. I vigili del fuoco, dopo aver estinto le fiamme e messo in sicurezza i locali, hanno testato la situazione dell’ufficio, ampio circa 16 metri quadri, e lo hanno dichiarato inagibile: solaio, intonaci e impianto elettrico vanno ripristinati in quanto hanno subìto danni troppo grandi, che ne mettono a rischio la stabilità. Nessun problema strutturale invece per le altre stanze, che pure sono state raggiunte dal fumo e dalle fiamme. I danni più grandi riguardano soprattutto corridoi, compresi soffitti e pareti. Sul posto per gli accertamenti sono intervenuti anche i carabinieri per i primi accertamenti. I militari dell’Arma hanno ascoltato la testimonianza dei presenti, compresa quella di Crovetti, e ora sono al lavoro per ricostruire la dinamica dei fatti.

«Tutto distrutto, sono disperato». Abbattuto l’agente di commercio. «Non so cosa farò a questo punto - dice Crovetti. scuotendo la testa - Il fatto poi è che io non ho neanche idea di cosa sia successo esattamente. Ero fuori e quando sono tornato ho trovato questo disastro. Mi ha chiamato la portiera, e poi, quando ho aperto la porta dello studio, sono stato invaso dal fumo. Allora ho preso l’estintore e ho cercato di spegnere il fuoco, ma era impossibile farlo da solo».

Guasto elettrico? Indagini.

Da chiarire le origini dell’incendio. Un aspetto su stanno lavorando i vigili del fuoco, sul posto con il funzionario di turno. La causa più probabile, secondo le prime verifiche degli esperti dei pompieri, è legata a un guasto elettrico: è possibile che ci sia stato un corto circuito per via del pc lasciato in stand by o un sovraccarico di corrente connesso con una ciabatta multi-presa. Tuttavia, i vigili del fuoco non escludono che le fiamme possano essere nate da una sigaretta lasciata accesa all’interno. Le indagini proseguono e oggi sarà ascoltato anche lo stesso titolare dell’ufficio bruciato che sarà chiamato in caserma per riferire nei dettagli la sua testimonianza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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