Attenzione
Sesso e droga al night: otto a processo
Due ispettori di polizia accusati di corruzione e favoreggiamento della prostituzione. Tra gli imputati anche due livornesi
LIVORNO. L’inchiesta “Off side” finisce in Tribunale. A fischiare il fuorigioco per i protagonisti dell’indagine su droga, corruzione e prostituzione nell’omonimo night di Ospedaletto (Pisa) è stato il gip che ha rinviato a giudizio otto persone, tra cui due livornesi. Rispetto ai provvedimenti che nel maggio 2010 misero a rumore la questura pisana - due i poliziotti arrestati – diverse posizioni sono state definite in sede di udienza preliminare. All’epoca furono arrestate otto persone (cinque in carcere e tre ai domiciliari) e quattro vennero denunciate.
Davanti al secondo collegio del Tribunale di Pisa (presidente Salutini, a latere D’Auria e Degl’Innocenti), pm, Flavia Alemi, l’udienza di ieri è stata brevissima. Un difetto di notifica ha fatto slittare il dibattimento a luglio. I primi testi ad essere sentiti saranno quelli indicati dal pubblico ministero.
Gli imputati. Filippo Arzilli, 47 anni, di Peccioli, nel suo ruolo di ispettore della squadra mobile e il collega in questura Alessandro Antonicelli, 51 anni, pugliese trapiantato a Pisa da oltre vent’anni, devono rispondere di corruzione e favoreggiamento della prostituzione. Per l’accusa frequentavano il night chiudendo un occhio e spesso entrambi su un giro di prostituzione alimentato da giovanissime ballerine romene di lap dance che si sarebbero vendute ai clienti durante i privé incassando dai 50 ai 100 euro per dieci minuti di spettacolo esclusivo a luci rosse.
Soldi che venivano trattenuti in parte dai gestori del locale. I due imputati sono difesi il primo dall’avvocato Riccardo Taverniti e Antonicelli da Enrico Marzaduri e Mario De Giorgio. A giudizio anche Fabrizio Banti, 48 anni, di Livorno, vice presidente del circolo a cui era affiliata, sotto mentite spoglie, l’associazione ricreativa-culturale dietro alla quale si nascondeva l’attività di night. Per lui le ipotesi di reato sono favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. È difeso dall’avvocato Giacomo Giribaldi.
Accusato di essere il fornitore della droga che circolava nell’ambiente animato da spogliarelli vietati è l’albanese Skender Barushi, 46 anni. Reato di corruzione contestata anche all’investigatore privato, con studi a Pontedera e Guamo (Capannori), Maurizio Spadafora, 49 anni, pontederese, difeso dall’avvocato Giovanni Capria.
Da alcuni episodi di spaccio deve, invece, difendersi Luca Di Maria, 46 anni, di Livorno, assistito dall’avvocato Laura Antonelli. A processo anche Elena Bacciardi, 42 anni, di Cascina, difesa dall’avvocato Serena Caputo.
Le accuse. I due poliziotti sono accusati di aver tentato di "ammorbidire", ma senza riuscire del tutto nel loro intento, i controlli dei colleghi all'interno dell’”Off side”, un night-club camuffato da circolo privato culturale-ricreativo.
Le indagini. L’inchiesta, portata avanti dagli agenti che poi hanno dovuto arrestare i due ispettori, era partita da uno dei tanti controlli che la questura svolgeva nei locali della zona. Gli investigatori si insospettirono per un particolare che impresse una svolta all’inchiesta. Al banco del bar notarono un'agenda dove venivano segnate le consumazioni. Ma, stranamente, la stessa bevuta veniva pagata diverse decine di euro in più.
Cento euro per un bicchiere di whisky suonava un po’ strano. Scoprirono così una “contabilità” parallela. Il sovrapprezzo pagato dai clienti era il compenso per i privé dove, secondo l’accusa, venivano consumati i rapporti sessuali.
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