Il Tirreno

Livorno

Mazzette nell’affare in India cancellata l’accusa a Lunardi

Mazzette nell’affare in India cancellata l’accusa a Lunardi

Nel mirino la vendita di 12 elicotteri Agusta Westland (valore mezzo miliardo) Il giudice per le indagini preliminari accoglie la richiesta del pm e archivia

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Sono state archiviate le accuse che, nel febbraio dello scorso anno, a Renzo Lunardi sono costate il posto di amministratore delegato della Wass, la fabbrica di siluri con quartier generale a Livorno in via del Levante. Il manager – 67 anni, Pisa sul certificato di nascita e Castellina Marittina su quello di residenza, ora in una società di ingegneria sul fronte delle infrastrutture – era finito nell'inchiesta giudiziaria della Procura di Busto Arsizio che, con l'arresto di Giuseppe Orsi al vertice di Finmeccanica, aveva portato alla decapitazione del principale gruppo industriale del Paese.

Come aveva precisato lo stesso Lunardi, la Wass non c'entra con questa storia, riguarda il periodo in cui lui era alla guida dell'unità commerciale di Agusta Westland: nel mirino l’ affare internazionale della vendita di 12 elicotteri all'India che, secondo le ipotesi accusatorie, sarebbe stata favorita da un vorticoso giro di mazzette fra l'Europa e l'Asia.

Era stato il pm a chiedere l'archiviazione poco prima di Natale: adesso è il giudice per le indagini preliminari Luca Labianca a farlo. Nel decreto di archiviazione il gip ricorda che Lunardi ha partecipato alla fase preliminare della trattativa che ha visto protagonisti la dirigenza della fabbrica di elicotteri Agusta Westland e i consulenti Guido Ralph Haschke e Christian James Michel: il primo era l'uomo d'affari svizzero considerato la mente dell'intermediazione in questo business. Furono però – aggiunge il gip – in mano a Giuseppe Orsi e a Bruno Spagnolini, al timone della capogruppo Finmeccanica il primo e amministratore delegato di Agusta Westland il secondo, gli accordi relativi a compensi e tutto il resto dell'operatività riguardante quella vendita.

Il giudice per le indagini preliminari segnala che effettivamente, non potendo Orsi andare in India per ragioni burocratiche, era stato Lunardi a sostituirlo nell'incontro con il capo di stato maggiore dell'aeronautica indiana che gli inquirenti considerano come l'uomo che nella nomenklatura di New Delhi ha intascato i soldi per far arrivare in porto una commessa da mezzo miliardo di euro.

Ma, nel paragrafo che rappresenta un po’ il cuore del decreto di archiviazione, il gip Labianca dice che è sì da presumersi fondata l'ipotesi del pm secondo la quale Lunardi poteva immaginare che vi fosse stata corruzione, e tuttavia un conto è che non sia da escludere che potesse immaginarsi che qualcun altro compisse un illecito e ben altra cosa è parteciparvi in prima persona o adoperarsi perché vada in porto.

L’inchiesta era nata a Napoli ed era inizialmente seguita dal procuratore aggiunto Francesco Greco con i pm John Henry Woodcock, Francesco Curcio e Vincenzo Piscitelli, successivamente era stata trasferita a Busto Arsizio, città dove ha sede l’Agusta.

La bufera giudiziaria che aveva investito Lunardi non era che l’ultimo contraccolpo di uno tsunami che, di inchiesta in inchiesta, ha fatto saltare equilibri ultradecennali all’interno di Finmeccanica, un colosso pubblico la cui quotazione in Borsa adesso sfiora i 7 euro ma era precipitata anche sotto i 3 euro ed è stata sotto la soglia dei 5 euro dall’ottobre 2011 all’autunno scorso, mentre prima del 2010 era stabilmente sopra quota 10 (e nei dieci anni precedenti aveva toccato perfino quota 21).

Mauro Zucchelli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web