Gioco
«Bomba in porto». Ma è un falso allarme
Telefonata al 112, partita dalla cabina di via San Jacopo: i carabinieri bloccano le attività per un’ora
LIVORNO. «A mezzogiorno scoppierà una bomba che si trova in un container grigio all’interno del porto». È partito così ieri mattina un allarme che ha lasciato tutti senza parole. Un “mezzogiorno di fuoco” annunciato da una voce anonima che ha gettato il panico in città attraverso una telefonata con mittente sconosciuto.
Risultato: tutti in subbuglio forze dell’ordine da una parte e lavoratori del porto dall’altra.
La chiamata è arrivata al 112 dei carabinieri intorno alle 10 e i militari dell’Arma, pur scettici, hanno immediatamente avviato le ricerche dell’eventuale ordigno, procedendo per una eventuale evacuazione delle aree più a rischio dello scalo.
Dalle indagini dei carabinieri, guidati dal colonnello Andrea Guidoni, è emerso che la telefonata è partita da una cabina che si trova è in via San Jacopo in Acquaviva. Impossibile però per il momento rintracciare l’autore, anche se non si esclude che abiti in zona.
Fatto sta che all’interno del porto sono scattate le ricerche da parte di carabinieri, polmare e guardia di finanza del fantomatico container: come trovare un ago nel pagliaio. La maggior parte dei container infatti ha quel colore e, come sottolineano ironicamente dal porto, nonostante la crisi sono ancora tanti i carichi che arrivano nello scalo dalle varie navi. Per un’ora le attività si sono fermate, ma poi per fortuna, tutto s’è risolto al meglio: quando sull’orologio sono rintoccati i dodici “don”, niente è successo. Nessuna esplosione, nessun problema.
Le forze dell’ordine del resto sin da subito avevano intuito che l’allarme non aveva fondamento, ma è stata comunque attivata la macchina della prevenzione. E ora sono in corso indagini per capire chi sia l’autore della chiamata: rischia una denuncia per procurato allarme.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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