Gioco
Tenta suicidio dal balcone salvata da un rugbista
Il vicino la vede dalla finestra e si precipita insieme a un altro condomino I due, aiutati dagli agenti delle volanti, la riprendono al volo dalla ringhiera
LIVORNO. Quando il suo vicino rugbista l’ha afferrata per le gambe, lei era già proiettata nel vuoto. Un salvataggio all’ultimo respiro ieri pomeriggio a Shangai. Una donna di 41 anni ha tentato di togliersi la vita, gettandosi dal terrazzo del suo appartamento, al quarto piano di un condominio. Gli eroi che hanno evitato il peggio, salvandole la vita, sono Vinicio Marconi, ex pilone del Livorno Rugby, e Claudio Piscopo. Due omoni che, anche grazie alla loro prestanza, sono riusciti a riprendere la donna e a portarla in salvo all’interno dell’appartamento, con l’ausilio di due agenti delle volanti, arrivati sul posto in pochissimi minuti. La 41enne, è stata quindi assistita dalla polizia e successivamente da un’ambulanza inviata dal 118 che l’ha portata in pronto soccorso.
L’allarme scatta alle 15.50 quando Marconi nota la presenza della donna sul terrazzo. È lui stesso a raccontarlo: «Ero in casa a sistemare un po’ di cose nel mio appartamento, quando, guardando fuori dal mio balcone, ho notato sul terrazzo di fronte a casa mia la presenza sospetta di una donna. Era piegata in due e mi sembrava che piangesse. In realtà, non vedevo benissimo perché la mia visuale era occultata dai panni stesi. Allora mi sono affacciato per vedere meglio, e a quel punto ho notato che la donna aveva una gamba fuori dalla ringhiera del balcone. A quel punto ho realizzato che era in serio pericolo di vita e così ho cominciato a urlare “Stai ferma, non farlo”». Le grida di Vinicio richiamano l’attenzione degli altri residenti, molti dei quali si affacciano alla finestra e a loro volta cercano di convincere la donna a non fare gesti estremi.
Intanto Vinicio, dà l’allarme alla polizia e poi, insieme a Piscopo, si precipita al portone del palazzo dove abita la donna. «Quando sono arrivato - dice il pilone - Piscopo era già lì. Insieme abbiamo dato una spallata alla porta, riuscendo ad aprirla, e poi siamo saliti per le scale verso la casa di lei». Una corsa folle e contro il tempo: «Non sapevamo quale fosse l’appartamento e così abbiamo fatto un paio di tentativi a vuoto finché abbiamo trovato quello giusta. Con una botta, ho buttato giù anche l’uscio di casa di lei. Eravamo io, Piscopo e una donna. È stata lei ad arrivare per prima sul terrazzo». I tre hanno quindi raggiunto la vittima, che era già con entrambe le gambe sul terrazzo. «Non ci ho pensato un attimo - continua Marconi - Mi sono gettato su di lei e insieme all’altro ragazzo l’ho afferrata per i jeans e così siamo riusciti a metterla al sicuro, anche grazie all’arrivo degli agenti delle volanti che sono stati davvero velocissimi, erano sul posto in meno di 4 minuti».
La donna era sconvolta e, appena messa in salvo, ha perso i sensi. «L’abbiamo sistemata sul divano mentre aspettavamo l’arrivo dell’ambulanza - continua Vinicio - e lei nel frattempo si è ripresa. Era sotto choc, ma salva». Da chiarire i motivi che hanno spinto la donna al gesto estremo: da una prima verifica, sembra siano legati a problemi familiari.
Soddisfatto Marconi, che di mestiere lavora con Bettarini Gru: «Sono davvero felice per aver contribuito a salvare una vita. E lo devo anche alla mia stazza: sono alto un metro e 85 e peso 140 chili. Nel tempo libero mi dedico al Gioco del Ponte, sono nella squadra Tramontana: questo mi aiuta a mantenere il fisico, che in situazioni come questa si rivela utile».
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