Il Tirreno

Livorno

Addio a Carlo Di Spigno storico prof del Classico

Addio a Carlo Di Spigno storico prof del Classico

Si è spento a 88 anni uno degli insegnanti che hanno fatto la storia del liceo Niccolini. Generazioni di studenti hanno seguito le sue lezioni di latino e greco

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. “Io ho fatto il classico ai tempi del Di Spigno” affermano con orgoglio generazioni di ex alunni del liceo Classico Niccolini Guerrazzi, molti a loro volta divenuti insegnanti. L’orgoglio di aver avuto a che fare con un’istituzione. Perché in quella scuola Carlo Di Spigno ha insegnato per oltre quarant’anni Latino e Greco, e quarant’anni significano centinaia e centinaia di studenti ai quali ha trasmesso la sua passione per quel lavoro che ha iniziato giovanissimo, come del resto giovanissimo (a soli 21 anni) si è laureato alla Facoltà di Lettere Antiche a Pisa. L’altra sera, a 88 anni, il professor Di Spigno se ne è andato per sempre. In pensione da molti anni aveva comunque continuato ad interessarsi di cultura e letteratura greca e latina, leggeva e scriveva, si godeva la sua amatissima città perché anche se originario di Aversa, in Toscana era approdato a soli tre anni e Livorno ce l’aveva nel sangue. Negli ultimi mesi le sue condizioni di salute si erano aggravate e lui trascorreva gran parte del tempo nella sua bella casa vicino a piazza Roma, tra i tantissimi libri della sua spettacolare biblioteca, insieme alla moglie Antonella Centoni con la quale aveva celebrato le nozze d’oro sei anni fa.

Carismatico, severo, ma anche capace di rendere certe lezioni indimenticabili. Molti suoi studenti ricordano per esempio il suo grandissimo talento nel leggere in metrica le commedie Plauto, parole che scorrevano via come musica e lui che da quei testi si faceva trasportare fino a farli suoi.

Di lui, della sua lunghissima carriera, dell’amore per la moglie Antonella e per i tre figli, raccontano volentieri due suoi grandissimi amici nonché compagni di classe proprio al liceo classico, negli anni Quaranta: l’avvocato Arrigo Melani e sua moglie, insegnante pure lei. «Un ragazzo prodigio - ricordano - e lui era anche “anticipato” di due anni. Il padre lo avrebbe voluto ufficiale dei Carabinieri ma lui andò dritto per la sua strada...».La strada dell’insegnamento vissuto come missione, passione, dovere. Il dovere di trasmettere a quelli più giovani di lui l’amore per la cultura e per le lettere antiche alle quali ha dedicato una vita intera. Scegliendo di non lasciare mai Livorno e soprattutto di non lasciare mai quel liceo Niccolini Guerrazzi le cui scale per la prima volta aveva salito come studente.

Cristiana Grasso

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web