Le buche croniche delle nostre strade
Progetti sbagliati e i soldi sono finiti: è la Toscana delle toppe. E a Pontedera l’asfalto si è sgretolato dopo poche settimane. #SOSBUCHE: SEGNALATECI LE STRADE DISSESTATE DELLA TOSCANA
Lunga e (quasi) diritta corre la strada. Liscia no. Sulla carreggiata della circonvallazione che collega la zona industriale di Gello alla Fi-Pi-Li ci sono “ragnatele” e buche. Va avanti così da dicembre. Da quando la strada è stata inaugurata. Qualche settimana di pioggia e l’asfalto ha cominciato a sgretolarsi. Il Comune l’ha pagato per buono. Quasi un milione per 825 metri. Ma si è ritrovato in mano una patacca.
Da 44 a 21 milioni di bitume. Il sindaco Simone Millozzi si china e sfiora il manto d’usura: in alcuni punti, probabilmente, non c’è neppure lo spessore previsto dal capitolato d’appalto. Accade a Pontedera, ma non solo. In Toscana sono centinaia le strade con fondi sconnessi. Con problemi di sicurezza, velocità ridotta o circolazione alternata. Intanto per scarsa manutenzione. A Fucecchio il sindaco,Claudio Toni, il 20 febbraio ha ricevuto dal comando di polizia municipale il suggerimento di chiudere tratti di strade provinciali che attraversano il suo territorio perché sono così piene di buche da non essere più sicure. Mancano i soldi per i lavori, si lamentano le amministrazioni pubbliche. Che per carenza di fondi cedono, spesso, alla tentazione di riparazioni scadenti e tecnicamente inadeguate; bandiscono gare al massimo ribasso, incappano in lavori non realizzati a regola d’arte per assenza di controlli durante l’esecuzione o per capitolati «obsoleti».
Via difettosa, saldo bloccato. Anche a Pontedera, durante i lavori alla circonvallazione - la “strada di Patto” - nessuno si è accorto dei possibili difetti. E l’intervento non è stato stoppato. Probabilmente l’attenzione era concentrata su portare a termine l’opera, partita nel 2008 e bloccata nel 2009 per il fallimento della prima ditta appaltatrice. Ora, però, il Comune ha fermato i pagamenti: gli ultimi 150mila euro non sono stati liquidati alla ditta che si è aggiudicata il completamento della strada. Ed, è stata aperta una contestazione formale. Al momento il contenzioso si sviluppa fuori dal tribunale «ma non esiteremo anche ad andare per vie legali, se necessario», assicura Millozzi. Se, insomma, la strada non verrà riparata o rifatta a spese dell’impresa. O se l’impresa non pagherà eventuali penali che le verranno inflitte. La sanzione dipenderà dall’esito degli accertamenti affidati alla facoltà di ingegneria di Pisa.

(Nella foto la Sp 12 a Chiusi)
Buche sul 25% del tracciato. Ma, al di là delle questioni legali, alla gente non sfugge la beffa: a meno di un mese dall’inaugurazione di un collegamento viario fondamentale per l’economia di un comprensorio ad alta vocazione produttiva, la strada è piena di toppe. E dove le buche non sono ancora riparate, la “ragnatela” - le particolari crepe del manto di usura” - rivelano che il danno non è superficiale. Interessa la struttura profonda del tracciato. «Almeno - si consola Millozzi - finora la ditta non è sparita e si è dimostrata molto collaborativa». Ha rattoppato i circa 200 metri di asfalto - il 25% dell’intervento - che si è sciupato subito. E forse questo è anche dovuto al fatto che il Comune non ha liquidato gli ultimi due stati di avanzamento lavori, sospendendo il collaudo, non svincolando le fidejussioni a garanzia dell’opera.
VIDEO: LE CONDIZIONI DELLA "STRADA DI PATTO"
Quadruplicate le fidejussioni. Il Comune di Pistoia ha capito che questo è l’unico modo per difendersi dai lavori male eseguiti. E ha aumentato in modo esponenziale le cauzioni a garanzia della corretta esecuzione degli interventi: «Quando ci siamo insediati,a fine 2012 - conferma l’assessore ai lavori pubblici, Mario Tuci, abbiamo trovato le strade in condizioni disastrose. Ci siamo domandati: perché questo avviene? La risposta immediata è stata: perché per le aziende è meno costoso perdere le cauzioni che eseguire i lavori a regola d’arte. E noi abbiamo ribaltato il concetto». Con due mosse. La prima: coordinando a gennaio i piani degli interventi di tutte le società dei servizi (acqua, gas, fognature, comunicazioni, luce) in modo che nessuno spaccasse due volte la stessa strada a distanza di pochi mesi, soprattutto se appena asfaltata; la seconda aumentando le cauzioni per ottenere l’autorizzazione a effettuare gli scavi.

(Nella foto Sp 53 a Tatti in provincia di Arezzo)
1000 euro per 5 metri. La fidejussione è a garanzia che l’asfalto sarà ripristinato in modo corretto. Ed è talmente alta che rinunciare allo svincolo del denaro bloccato è più doloroso che realizzare i lavori a regola d’arte. Infatti, per i primi cinque metri di strada asfaltata da spaccare, Pistoia chiede una cauzione di 600 euro, contro i 310 euro previsti in precedenza; la cauzione arriva a 1000 euro per i primi cinque metri (contro 516 euro precedenti) per la strada lastricata. Perciò i conti sono sempre di migliaia di euro.
Non è ancora tutto: chi ha spaccato, deve garantire l’asfalto per un anno, assicurandone la manutenzionee provvedendo a «tutte le riparazioni che dovessero occorrere, rinnovando i manti di copertura superficiale e le pavimentazioni che per imperfetta esecuzione dei lavori manifestassero cedimenti o rotture». Se al termine del periodo, venissero trovati difetti, l’obbligo di manutenzione verrebbe protratto di altri 6 mesi. Al termine dei quali le cauzioni vengono svincolate solo se i lavori risultano eseguiti regola d’arte.
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(Sopralluogo del sindaco Millozzi in via di Patto - foto Franco Silvi)
Niente lavori, strada chiusa. Al contrario, nel territorio del circondario empolese - denuncia Claudio Toni, il sindaco di Fucecchio - non solo non si effettuano lavori di manutenzione straordinaria da mesi, ma ormai non c’è un vero intervento da anni «Nei nostri territori passano circa 300 chilometri di strade provinciali e regionali, rovinate da gelo, neve e acqua che non ci hanno dato tregua dal 2011. Ma la provincia di Firenze non ha speso quasi nulla per metterle in sicurezza. E ora siamo nei guai». Veri. Il comando di polizia municipale sollecita «un intervento urgenze a salvaguardia dell’incolumità delle persone sulle strade provinciali Pisana per Fucecchio, Romana Lucchese e sulla regionale 436 ricadenti nel territorio di Fucecchio e caratterizzate da numerose buche e avallamenti anche profondi che causano giornalmente incidenti stradali». In caso di mancato intervento «si consiglia la chiusura della strada perché si declina ogni responsabilità civile e penale».
La resa dello Stato. Quella che il presidente della provincia di Prato, Lamberto Gestri, vorrebbe evitare. Con una lettera al Capo dello Stato. Un appello accorato a Giorgio Napolitano. Per «non lasciare intentata alcuna iniziativa per salvaguardare la comunità». Migliaia di cittadini senza strade. O con strade pericolose.
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