Sicurezza
Il parcheggio è scaduto, ma niente multa
Per il ministero dei Trasporti si deve pagare solo l’orario sforato dal ticket: le società allertano gli uffici legali. Ma c'è chi ha fatto ricorso e lo ha perso
A Pisa la società dei parcheggi - che poi è la stessa che gestisce la sosta anche a Livorno - ha già incaricato i propri legali di «verificare se e in quali termini» in provvedimento si deve applicare. Se davvero non si devono più multare gli automobilisti che si riprendono la macchina a ticket scaduto. Il parere del ministero dei Trasporti sembra non lasciare dubbi al riguardo: se un cittadino attiva il parcometro e poi tarda a recuperare l’auto, non si deve beccare la multa per divieto di sosta. Deve solo pagare la differenza dovuta per il tempo di sosta usufruito e una eventuale penale stabilita da apposito regolamento comunale.
A Viareggio, la società dei parcheggi si dice «sollevata» dalla possibilità di smettere di multare gli automobilisti ritardatari. E promette che si confronterà quanto prima con l’amministrazione comunale, la vera proprietaria del suolo pubblico (e quindi dei parcheggi) per capire come comportarsi, come se il parere del ministero dei Trasporti fosse una novità assoluta. In effetti molte società concessionarie della sosta, in Toscana, accolgono l’indicazione romana come un nuovo corso. Ma il parere - a firma del direttore del dipartimento della sicurezza stradale, in risposta a un quesito del Comune di Molfetta - è datato. Risale a marzo del 2010. Anche se finora quasi nessuna società sembra averne tenuto conto. Forse è tornato utile a qualche cittadino in vena di ricorso contro le multe che nel frattempo sono continuate a fioccare nelle aree di sosta a pagamento per chi è rimasto parcheggiato più a lungo del tempo indicato sul tagliando esposto sopra il cruscotto dell’auto. Anche se la giurisprudenza sulla materia sembra piuttosto ondivaga.
«È comunque innegabile - osserva Paolo Casini, presidente di Mover, società di gestione dei parcheggi a pagamento a Viareggio - che il parere del ministero apra una nuova prospettiva finora non considerata». È per questo - gli fa eco Aldo Bellu, presidente di Copisa, società di gestione della sosta a Pisa e Livorno - che la faccenda è stata affidata ai legali. Soprattutto perché - ammette Bellu - ogni anno almeno un terzo delle sanzioni emesse riguarda persone che hanno tenuto l’auto nei parcheggi a pagamento oltre l’orario per il quale è stato attivato il parcometro. Si parla, quindi, di migliaia di persone in tutta la Toscana «anche se il nostro comportamento - precisa Bellu - non è mai stato vessatorio. Prima di multare una persona che ha pagato il parcheggio, aspettiamo sempre un po’. Mostriamo la stessa tolleranza nei confronti di chi ancora non ha pagato: magari è andato a cercare gli spiccioli per il parcometro. E, comunque, anche nella sanzione, esiste una differenza fra chi non paga affatto (39 euro) e chi prolunga la sosta oltre l’orario indicato sul ticket (25 euro)». Una cifra che Bellu definisce una «penale» e non una multa.
Invece, il parere del ministero ribadisce che la multa da codice della strada negli stalli blu devono scattare solo in caso di omesso acquisto del ticket; se «invece la sosta si prolunga oltre l’orario di competenza, si dà corso al recupero delle somme dovute, maggiorate di eventuali penali stabilite da apposito regolamento comunale», in base a quanto prevede la legge Bassanini bis. Questo perché - precisa il ministero dei Traporti - «l’eventuale evasione tariffaria non configura violazione alle norme del codice della strada, bensì una inadempienza contrattuale da perseguire a tutela del diritto patrimoniale dell’ente proprietario o concessionario».
Poco convinto di questa interpretazione appare il comandante della polizia municipale di Prato, Andrea Pasquinelli: «Dal 2010 a oggi il ministero dei Trasporti ha emanato ulteriori pareri sull’argomento, prendendo indirizzi diversi. Il parere espresso ormai quattro anni fa, fra l’altro, sembra che debba essere inteso come limitato ad aree nella quale la sosta a pagamento sia limitata ad alcune ore del giorno e in cui oltre un certo orario non sia neppure più possibile attivare il parcometro. A mio avviso, nel momento in cui il ticket è scaduto deve essere cura dell’automobilista attivarlo immediatamente per evitare una sanzione per divieto di sosta». E, sempre in tema, c’è da registrare l’amarezza di un automobilista di Grosseto, che si è visto respingere il ricorso presentato al giudice di pace di Orbetello, portando a supporto della sua richiesta proprio il parere del ministero dei Trasporti. “Ho provato a far notare al giudice la circolare del ministero - dice sconsolato l’autombilista - ma lui non mi ha nemmeno ascoltato, dicendo che era tardi e che aveva molte udienze da fare e di fronte ad un possibile ulteriore rinvio ho dovuto tacere, pagando anche le spese processuali”.
La questione, di sicuro, non è chiara. Certo è che chi ha pagato negli anni scorsi e non ha presentato ricorso al prefetto o al giudice di pace nei termini di legge non può contestare nulla. Società e Comuni promettono di fare chiarezza in pochi giorni, anche se non ci sono riuscite in anni. «Ma per noi - conclude Casini - sarebbe un sollievo non dover più multare i cittadini per i ritardi nel recupero dell’auto. Tanto più che le multe le incassa il Comune, mentre a noi tocca solo il lavoro». E i grattacapi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
