Gioco
Totem misteriosi e senza informazioni sulla nostra città
Viaggio tra gli incomprensibili pannelli elettronici di Borgo e tra i “fantasmi” del Kino Dessé e della Fortezza Vecchia
di RICCARDO PASQUINELLI
Via tutto, per il Kino Dessé è finita: il cinema è morto, vendute anche le poltroncine di velluto. Addio. I livornesi si sono portati a casa un pezzo di storia dello spettacolo in città, una due tre sedute rosse, che, chissà, in molti casi rimarranno in un angolo del garage a riempirsi di polvere. Ma se questi oggetti-simbolo li vogliamo con noi per affezione, per ricordare qualche bella serata, intanto se ne sono andati pezzetti di cuore. In via dell'Angiolo la scena è triste, lo sgombero malinconico: un altro edificio vuoto proprio in mezzo al centro di Livorno, tanti buoni film che non vedremo più qui, un colpo per quelli - non sono poi tanto pochi - che non adorano il multiplex alla Porta a terra e preferiscono andare al cinema "dentro la città", non in un'anonima periferia. Alla multisala vanno i ragazzi a ingozzarsi di popcorn e coca cola, noi, più datati, abbiamo visto il vecchio Odeon stracolmo per "Balla coi lupi" o per "La vita è bella", e tanti anni prima per filmoni come "La Bibbia" o "Ben Hur". Come cancellare tutto? Il cinema era e resta quello, non un prefabbricato con un piazzale davanti. D'altra parte non va dimenticato che i veterani non sono bastati a salvare il Kino, se è vero che ha dovuto cedere perché è venuta meno la materia prima: il pubblico.
Ora rimane ben poco, eppure qualche segno di resistenza c'è: ai Quattro Mori il mercoledì organizzano proiezioni per gli "Amici del cinema" e l'arrivo del nuovo anno ha portato a una pioggia di adesioni: gli iscritti sono oltre 400 e in un mese è stato raggiunto il totale del 2013. Per i primi film del 2014 la sala si è presentata praticamente piena, tanto che una sera è stato necessario aprire la galleria, un fatto mai successo. Dunque c'è gente che vuol vedere spettacoli di qualità e che non vuole abbandonare la struttura cinematografica tradizionale nella sua cornice tradizionale, la città. Qualcosa vorrà dire, qualcosa si dovrà pur salvare nel massacro di abitazioni, negozi, attività a cui si assiste in centro da anni.
Totem al rallentatore
La seconda notazione riguarda i pannelli elettronici interattivi installati a cura del Comune nella zona di Borgo Cappuccini. Dopo una lunga attesa sono stati accesi da mesi, ma restano un mistero, ignorati da tutti. Ho provato più volte a usarli e sono riuscito a cavarne solo indicazioni relative a locali di Certaldo o Poggio a Caiano (!) e mini-descrizioni su cosa sono il ponce, la torta di ceci o il cacciucco. In più compaiono finestre dedicate alle visite al Corridoio Vasariano fiorentino o al Carnevale di Viareggio. Parlandone con amici e conoscenti si verifica che la maggioranza non sa neanche che esistono e che i pochi che hanno provato a interagire coi totem non ci hanno capito nulla. I pannelli video fanno parte di un progetto definito a fine 2009, la relazione tecnica col contributo di due docenti universitari è del febbraio 2010, l'approvazione della Regione del giugno seguente con un sostanzioso finanziamento della Ue e una spesa che ha superato i 500mila euro. L'inaugurazione è del giugno 2013 e ora - marzo 2014 - manca ancora il collaudo ed è "in corso" l'immissione nella rete di contenuti riferiti a Livorno (per esempio mancano tutti i ristoranti e le pizzerie della città)! Va anche considerato che negli ultimi anni c'è stata una diffusione massiccia di tablet e smartphone, strumenti che per molti rendono abbastanza inutile consultare i totem stradali. Tempi di realizzazione troppo lunghi dunque, e così anche questa sembra un'occasione persa.
La Fortezza abbandonata
Io continuo a vedere la Fortezza Vecchia sottoutilizzata, trascurata. Qualcuno dirà che ormai ho in testa un'idea fissa - e forse è vero, dato che anche per me si avvicina veloce la terza età - perché anche nel giugno 2013 scrissi una pagina sul Tirreno per denunciare la chiusura del monumentale fortilizio mediceo e continuo sempre a pensarci.
Ma di sera come si fa a vedere (o meglio: intravedere) la Fortezza immersa nella semi-oscurità, senza adeguati riflettori puntati sulle mura e con le torri faro che illuminano tutto lì intorno meno che lei? Come si fa a non far caso al fatto che rispetto a nove mesi fa non è cambiato quasi nulla? La Fortezza resta chiusa a livornesi e turisti, apre solo per eventi particolari e qualche visita guidata di gruppi, la criticatissima recinzione da pollaio è ancora al suo posto (aperta, e allora a cosa serve?), l'accesso dal varco di Marittima e dalla Capitaneria è quasi impossibile, l'annunciato passaggio ad Autorità Portuale e Porto 2000 per ora non ha portato a farne la "porta sul Mediterraneo" che dovrebbe essere, splendido punto di accoglienza e visita per i croceristi, di mostre e iniziative per i livornesi. Non si vede il colpo di reni indispensabile per lanciarla, eppure le giornate di animazione per i bambini organizzate a Natale lì dentro hanno dimostrato chiaramente che la Fortezza ha ampi spazi utilizzabili da subito, senza bisogno di chissà quali investimenti milionari... Domanda finale: ma come si fa a continuare a parlare di turismo e valorizzazione dei beni culturali se non si riesce neanche a rendere accessibile, vivo e produttivo questo gioiello che abbiamo la fortuna di avere proprio davanti alle navi da crociera?
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