Toscana
Raccolte 2400 firme per la Polposta l’impegno del Coisp
LIVORNO. Oltre 2400 firme già raccolte per salvare la polizia postale. Procede con successo l’iniziativa del sindacato di polizia Coisp in favore della sezione livornese della polposta, che ha sede...
LIVORNO. Oltre 2400 firme già raccolte per salvare la polizia postale. Procede con successo l’iniziativa del sindacato di polizia Coisp in favore della sezione livornese della polposta, che ha sede in piazza Benamozegh. Proprio lì, ma dal lato di via Cairoli, ieri mattina gli agenti del Coisp si sono riuniti in un presidio volto a coinvolgere i cittadini nella loro battaglia, con raccolta di firme e distribuzione di volantini, oltre a una gallery con i principali servizi fatti dalla polposta e usciti sui giornali. In tanti si sono fermati per chiedere informazioni e quindi per firmare a favore della sopravvivenza dell’ufficio, diretto da 25 anni dall’ispettore capo Massimo Montuori. Tra loro anche l’attore Pietro Fornaciari. Un ufficio che, negli ultimi anni, ha registrato un boom nell’aumento di lavoro per via dell’incremento di reati connessi alla rete come truffe on line, stalking telematico, furto di identità sui social network, clonazione di carte di credito etc.
Il Coisp, coordinato dalla segretaria provinciale Angela Bona, sta facendo anche un lavoro di sensibilizzazione con le scuole, dove la polposta ormai da anni tiene corsi per i bimbi sulle insidie della rete e sul cyber bullismo. Nei giorni scorsi c’è stato anche un convegno del Coisp nel salone del Lem in piazza del Pamiglione, proprio con le scuole. E ora il Coisp si occuperà anche della polmare che rischia la chiusura.
In ansia per la situazione anche l’Ugl: «Siamo molto preoccupati per la probabile chiusura dei presidi inseriti nel famigerato elenco, uffici che sono un punto di riferimento per la cittadinanza, basti pensare alla polizia postale. La nostra segreteria provinciale, così come quella regionale e nazionale, è assolutamente contraria alla chiusura di qualsiasi ufficio di polizia della provincia di Livorno perché ci sembra di tradire quelle che sono le esigenze dei cittadini, l’esatto contrario del motto che ci accompagna ormai da anni, cioè “vicini alla gente”. Auspichiamo che gli incontri di questi giorni al Ministero, tra amministrazione e i sindacati della polizia, portino ad un ripensamento generale che scongiuri, almeno in parte, le programmate chiusure sia in provincia di Livorno che nel resto del Paese». (l.l.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
