Gioco
60 ricorsi contro la Tia sulle barchette
Il Consorzio nautico insoddisfatto dell’esito dell’incontro tra Comune e Authority. Nebbiai: «Confido nel buon senso...»
LIVORNO. Quello di Palazzo Rosciano doveva essere un incontro capace di avvicinare le parti e mettere fine alla vicenda che si trascina da mesi (pardon, da anni) e che riguarda la tassa sui rifiuti ai circoli nautici. Vero: c’è l’intesa tra Autorità Portuale e Comune, ma il “popolo delle barchette” pare sempre più distante. Il Consorzio nautico, per niente soddisfatto dall’esito della riunione, comunica di voler procedere con 60 ricorsi di altrettanti circoli contro Aamps e la riscossione della “Tia sull’acqua”.
Martedì scorso l’assessore Nebbiai ha incontrato i dirigenti dell’Authority per dirimere la controversa questione del prelievo dei rifiuti all’interno dei fossi. Se è vero che la competenza del demanio marittimo è dell’Autorità Portuale, il documento congiunto spiega che «il protocollo di intesa stipulato nel 2003 tra Comune e Autorità non contiene riferimenti al servizio di raccolta di rifiuti provenienti dai fossi, ma solo alla pulizia degli specchi acquei e degli scalandroni. È stato acclarato - prosegue la nota - che fino al 2013 il servizio di raccolta è stato svolto dal Comune, tramite l’Aamps. Dal 2014 il servizio sarà invece svolto e organizzato dall’Autorità Portuale».
Tutto chiarito? Neanche per sogno. Piero Mantellassi, presidente del Consorzio nautico (raggruppa una sessantina di circoli e circa tremila aderenti) risponde seccato: «La discussione è stata sterile e ferma su posizioni intransigenti del Comune, che non vuole accettare l’ipotesi dell’azzeramento delle fatture trasmesse ai circoli. Perciò - aggiunge - il Consorzio ha dato mandato agli avvocati di presentare in via giudiziaria i 60 ricorsi, con la ferma intenzione di procedere fino alla Corte di Cassazione, anche per il recupero delle spese legali».
Secondo Mantellassi, nel documento congiunto di Authority e Comune «si tenta artificiosamente di ritagliare all’interno della competenza della prima, l’attribuzione di una ulteriore competenza del secondo: una indebita ingerenza in casa di altri alla quale non è possibile riconoscere legittimazioni. È falsa - si legge nella nota del Consorzio - l’affermazione secondo la quale questo servizio sarebbe stato espletato da Aamps, semplicemente perché è falso sostenere che barchette, in puro stazionamento e senza vita a bordo, siano produttrici di rifiuti solidi urbani. Ma sia ben chiaro che i circoli, che hanno proprie sedi, già pagano regolarmente e da sempre la tassa sui rifiuti. A Nebbiai - conclude Mantellassi - abbiamo fatto presente la grave situazione in cui Comune e Aamps si erano cacciati: ha detto di non poter intervenire sulle scelte dell’azienda, che ha emesso le fatture in autonomia».
L’assessore, come risposta, si limita a ricordare il contenuto del comunicato congiunto di Comune e Authority: «Le posizioni restano distanti - chiosa Nebbiai - ma confido ancora nel buon senso. La questione sarà affrontata nella prossima commissione consiliare».
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