Il Tirreno

Livorno

«Nel bando sui servizi casa hanno favorito l’Arci»

di Giorgio Carlini
«Nel bando sui servizi casa hanno favorito l’Arci»

L’Unione Inquilini va all’attacco contro la commissione che ha gestito la gara «Se i punteggi fossero stati attribuiti in modo corretto avremmo vinto noi»

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LIVORNO. «Eravamo convinti di partecipare a una gara. Ma è stato un bando fasullo, che conferma un servizio carente e costoso solo per garantire finanziamenti all’Arci». È l’accusa che Daria Faggi e Paolo Gangemi rivolgono al Comune e alla commissione che si è occupata del bando per l’affidamento degli sportelli di emergenza abitativa 2014/2017. Alla gara, nello scorso dicembre, parteciparono Unione Inquilini e Arci Solidarietà.

Faggi e Gangemi contestano i criteri con cui la commissione ha assegnato i punteggi che, secondo i responsabili dell’Unione Inquilini, sarebbero nati da “escamotage” per garantire che a vincere il bando fosse l’Arci Solidarietà (che ha ottenuto il voto più alto in fatto di esperienze del coordinatore e del personale, di capacità informatiche e di progetto di gestione).

«Noi - ricorda Faggi - mettevamo a disposizione 6 operatori contro i 5 richiesti dalla gara: 4 giovani precari, esperti e preparati, assunti regolarmente, e due volontari pronti a sostituirli in caso di malattia, evitando le quotidiane interruzioni di servizio. Proponevamo - prosegue - 30 ore settimanali di sportello di ascolto contro le 9 attuali, riducendo persino la spesa complessiva del 25%. Se fosse stata una gara vera - questo l’affondo di Faggi - avremmo vinto. Ma la realtà è un’altra: ci siamo intromessi in una operazione di finanziamento pubblico mascherato».

«Oggi - rivelano Faggi e Gangemi - capiamo il perché del rifiuto scortese dei dirigenti Arci, all’offerta di partecipare insieme alla gara...». «Arci Solidarietà - continua Gangemi - non ha proposto nulla più del solito, carente servizio. Fatta eccezione per la “scoperta” dell’utilità di Ipad e portatili, e una serie di riferimenti all’intero organigramma Arci, a partire da Solimano e dagli altri responsabili che, pur offrendo un servizio prezioso sulla realtà delle carceri, mai si sono occupati di emergenza casa. Nel progetto citano l’organizzazione territoriale di Arci: mi chiedo cosa c’entrino circoli e case del Popolo con i servizi abitativi».

Per il momento l’Unione Inquilini afferma di non voler procedere legalmente: «Non ci rivolgiamo al Tar per non bloccare una serie di interventi, cosa che finirebbe per penalizzare le famiglie in difficoltà. Chiediamo però che la futura amministrazione interrompa queste pratiche clientelari, inaccettabili e vergognose».

La commissione, nel giudicare il progetto dell’Unione Inquilini, avrebbe sottolineato la “confusione di ruoli” tra la gestione del servizio, a fianco del Comune, e l’attività sindacale dell’associazione, che spesso la porta a opporsi alle scelte dell’amministrazione. «Si da il caso - ribatte Faggi - che noi ci occupiamo solo e soltanto di casa. A noi interessa solo questo. Ci interessa - conclude - solo il fatto che il servizio per l’emergenza abitativa continuerà ad essere costoso e carente».

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