Il Tirreno

Livorno

L’ex provveditore Elisa Amato dice sì al centrodestra

di Juna Goti
L’ex provveditore Elisa Amato dice sì al centrodestra

La prof ha dato la sua disponibilità a candidarsi a sindaco: «Le sfide non mi spaventano, lavoriamo insieme per i giovani, il sociale e per rilanciare la crescita»

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LIVORNO. Portare il modello scuola nella politica. Quello fatto di faccia a faccia con famiglie, insegnanti e studenti. Più che di tagli e difficoltà. Elisa Amato Nicosia – la prof di matematica e pluri-preside che negli ultimi cinque anni ha retto da provveditore la scuola livornese – vuole provarci. Da giorni negli ambienti del centrodestra si fa un gran parlare della sua possibile candidatura a sindaco. Lei, dall'altra parte della cornetta, conferma la disponibilità a farsi avanti.

«È vero – dice – mi hanno chiesto se fossi disponibile a candidarmi, sono stata pressata da più parti. So che a Livorno la sfida è difficile, ma ho deciso di dare la disponibilità e vediamo cosa succede…».

Si sa che gli attuali vertici di Forza Italia, dal coordinatore Paolo Barabino al senatore Altero Matteoli, si stanno spendendo perché la disponibilità si trasformi in candidatura. «Stiamo lavorando a una coalizione che sia più ampia possibile – sottolinea lei – aperta a tutte le forze che credono alla costruzione di una seria alternativa in città».

Nicosia, che ha in passato ha avuto un’esperienza nei circoli della scuola di An, è stata preside delle Pistelli di Corea, delle Tesei, della scuola media Borsi e del liceo scientifico Enriques, prima di dirigere per cinque anni l'Ufficio scolastico provinciale (è in pensione dallo scorso settembre). «Chi me lo fa fare? Guardi – sorride – sono sempre stata una persona che davanti a una sfida difficile si butta, le sfide mi stimolando…». «Vorrei – aggiunge – che tutte le forze che si uniscono intorno alla mia candidatura avessero un programma condiviso per essere al servizio della città come io sono stata al servizio della scuola. Vorrei che ci fosse concretezza, trasparenza e condivisione, dobbiamo lavorare per i giovani, per il sociale, per rilanciare la crescita».

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