Gioco
L’ex colosso Seat nei guai, timori per il call center di Guasticce
I gravi problemi che hanno portato l’ex gigante Seat Pagine Gialle sull’orlo del baratro rischiano di ripercuotersi sul call center di Guasticce (che ora conta 360 addetti). Preoccupati i sindacati e il presidente della Provincia
GUASTICCE. I guai dell'ex gigante Seat Pagine Gialle creano preoccupazione per le sorti del call center People Care di Guasticce dove lavorano 360 addetti. La conferma arriva da fonti sindacali e dal presidente della Provincia Giorgio Kutufà. Tutto dipende dal fatto che Seat è in gravissime difficoltà, con un fortissimo indebitamento e un titolo che in Borsa è precipitato praticamente a zero (una azione vale meno di due millesimi di euro).
Per evitare il crack, Seat si affida a una forma di concordato che impone un taglio dell'80% alle fatture dei fornitori. Ma fra i fornitori c'è proprio il call center di Guasticce, che lavora per conto del 12.40 di Seat. Da un lato, People Care - che appartiene al gruppo Contacta a metà con l'imprenditore torinese Luciano Mascarello - si vede falcidiare i propri ricavi; dall'altra, c'è il rischio di ritrovarsi senza il proprio cliente più importante (o perché fallisce o perché riprende al proprio interno i servizi che ha ora affidato all'esterno come quello a People Care).
Giuseppe Luongo, dirigente sindacale Cgil, punta il dito contro "la speculazione finanziaria che divora le imprese e il lavoro". E aggiunge: "La Seat è in affanno per via di quest'indebitamento da 1,4 miliardi di euro che ha sulla schiena. Ma in questa montagna di soldi, lo sapete per quanto pesano i crediti relativi al futuro di quasi 600 lavoratori fra Guasticce e Torino? Due milioni di euro. Poco più di un millesimo, quasi niente: più del 90% del problema deriva dagli effetti perversi di magheggi della finanza. A tutto danno del lavoro reale".
Eppure intanto, in uno scenario con tanti rebus e altrettante paure, c'è un paradosso: l'azienda ha chiesto ai lavoratori la disponibilità a fare straordinari per fronteggiare un possibile picco di lavoro. E lunedì c'è a Torino un summit sindacale che interessa sia la sede di Guasticce (Livorno) sia quella di Chivasso (Torino) per capire il destino dei lavoratori e dell'azienda.
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