Il Tirreno

Livorno

Il re di Wall Street sbarca nell’affare Porta a Mare

di Mauro Zucchelli
Il re di Wall Street sbarca nell’affare Porta a Mare

Soros, boss della finanza speculativa e filantropo, compra da Unicoop Tirreno e diventa il terzo azionista di Igd, il colosso immobiliare della finanza “rossa”

5 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Se ve lo presentassero come il signor György Schwartz, un brillante signore ottantaquattrenne originario di Budapest, probabilmente la cosa non vi direbbe nulla. In realtà, sul passaporto c'è il nome che ha acquisito da naturalizzato statunitense: George Soros, singolare figura di speculatore-filosofo (e un po’ filantropo), che Forbes, la bibbia della finanza Usa, mette al 19° posto fra i più ricchi d’America. Perfino più di Mark Zuckerberg (Facebook) o di Rupert Murdoch (Fox Tv e Sky). Con un patrimonio personale di 20 miliardi di dollari e il vezzo di scagliarsi contro la finanza speculativa o di destinare montagne di dollari a Solidarnosc così come ad altri movimenti anti-totalitari (ma anche al fronte anti-Bush in America), lui che con i suoi fondi ad alto rischio ha preso una sberla scommettendo sullo yen e nel ’92 ha messo in ginocchio prima la Banca d’Inghilterra e poi la nostra lira.

Ce la fece con il suo Quantum Fund, il suo fondo che ha il quartier generale fra Antille Olandesi e isole Cayman: ma, benché lui sia formalmente in pensione, la sua fortuna attuale non è solo la scia di quegli anni ruggenti. Lo ripete il Financial Times dicendo che il 2013 è stato per lui un anno d’oro: l’ “hedge fund” di famiglia gli ha portato in cassaforte introiti per 5,5 miliardi di dollari, la seconda miglior annata di sempre, sufficiente a riportarlo in testa alla classifica dei fondi speculativi a più elevato rendimento al mondo. Qualcosa di paragonabile a quando, con Soros poco più che giovanotto ambizioso, per dieci anni ha garantito uno standand di remunerazione attorno al 42% annuo. Da allora il Quantum Fund ha portato a casa 40 miliardi di dollari di profitti per i propri investitori. Quasi quanto il Pil di intere nazioni come la Tunisia o la Slovenia...

Ma il signor Soros, che vive a Katonah, un villaggetto ultra-vip da 1.600 abitanti a pochi passi da New York, cosa c’entra in cronaca di Livorno? C’entra, eccome se c’entra. Proprio con il suo privatissimo Quantum Fund, che si stima valga qualcosa come 28,6 miliardi di dollari, è sbarcato in casa nostra: alla Porta a Mare.

Sia chiaro, l’operazione ha una portata ben più vasta e non riguarda solo il progetto che sta ridisegnando l'identikit del lungomare nell'area dell'ex Cantiere Orlando: Soros ha acquisito una quota di Igd, la società di investimento immobiliare delle coop “ros- se” sul fronte della grande distribuzione (quotata a Piazza Affari al segmento Star), che ha una capitalizzazione di Borsa pari a 452 milioni di euro e tiene in portafoglio un patrimonio di 1,9 miliardi di euro di beni fra ipermercati e gallerie commerciali. Compreso il progetto in pista a Livorno con la Porta a Mare.

Ma Livorno è protagonista in quest’affare anche sotto un altro profilo: Soros non ha acquisito solo il 3,15% da Igd che ha ceduto 11 milioni di azioni proprie (anzi, 10.976.592 a esser pignoli). Se il fondo di investimenti Quantum Strategic Partners Ltd, gestito da Soros Fund Management Llc – come confermano dal quartier generale di Igd – ha comprato oltre 17 milioni di azioni «corrispondendi al 5% del capitale sociale» e diventando perciò «il terzo azionista della società», lo si deve anche al fatto che anche un altro soggetto ha venduto una fetta della propria partecipazione in Igd. Chi? È l’Unicoop Tirreno, la cooperativa con forti radici labroniche e base a Riotorto, zona Piombino: ha ceduto 6.423.494 azioni Igd sempre al fondo Quantum e questo ne fa scendere dal 14,9% al 13,1% la quota nella società immobiliare, pur rimanendone il secondo azionista (il primo è la Coop Adriatica).

Nei comunicati non sono state precisati importi: va detto che adesso le azioni Igd sono quotate poco sotto 1,30 euro, con una impennata di quasi 40 punti percentuali nell'ultimo mese, tornando quasi ai livelli anteriori all'estate 2011 dopo che per tutto il 2013 aveva vivacchiato fra 0,75 e 0,90.

Ha destato scalpore il matrimonio d'affari fra la finanza “rossa” e il magnate di Wall Street. Ma quella di Soros è una figura un po’ fuori dagli schemi: da un lato, è uno dei Paperoni del mondo grazie alla spregiudicatezza da moderno corsaro finanziario con cui per decenni ha fatto scorrerie fra paradisi fiscali e le Borse di mezzo mondo; dall’altro, soprattutto adesso che dice di essersi ritirato dal ring, tiene a ricordare di esser stato allievo di un gigante del pensiero come Karl Popper e non ha esistato a tirar fuori di tasca propria un fiume di dollari sia per far sloggiare Bush dalla Casa Bianca sia per sponsorizzare i movimenti che all’Est si battono per società più aperte.

Questa nuova mossa sullo scacchiere della finanza immoliare “rossa” arriva a nemmeno un mese di distanza da un altro annuncio che, pur senza apparentemente cambiar nulla, internazionalizza la proprietà di un altro grosso tassello del “mattone” targato Livorno: la galleria commerciale delle Fonti del Corallo (7300 mq) finisce per 47 milioni di euro nelle mani di un fondo immobiliare nato dalla costola della banca francese Bnp Paribas. A metà febbraio era stata resa nota la firma di un accordo preliminare di vendita con un fondo riservato gestito da Bnp Paribas Reim Sgr: ma mantenendo in mano a Igd «la titolarità del ramo d'azienda e la gestione» (con contratto d'affitto di 12 anni rinnovabile per altri 15), oltre alla proprietà degli 8500 mq dell’ipercoop dove sono collocati gli scaffali e i carrelli della spesa a firma Unicoop Tirreno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web