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Livorno

Cgil, Strazzullo riconfermato

Cgil, Strazzullo riconfermato

Anche la “squadra” della segreteria non cambia. Ma resta la spaccatura con Fiom e area Cremaschi

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LIVORNO. Maurizio Strazzullo resta in sella come segretario Cgil, ottenendo l’ok al termine del round congressuale che ha messo in pista qualcosa come 339 assemblee nelle quali hanno votato in 12.346 su oltre 41mila iscritti.

Ma non è stata affatto una passeggiata. E non perché il risultato fosse in discussione: lo dicono sia lo standard dei consensi ottenuti nel direttivo (sopra l’80%) sia il fatto che fosse in lizza come unico candidato. Tuttavia, sulla discussione è precipitata la contrapposizione che sull’accordo sulla rappresentanza ha finito per far rompere la mozione Camusso-Landini con la galassia Fiom che non ha mancato di mettere in evidenza distanze, differenze, rotture. Da aggiungere ovviamente al fatto che il fronte Cremaschi, la mozione minoritaria, ha totalizzato sì meno del 2% come dato complessivo ma con risultati tutt’altro che trascurabili in categorie come la scuola (11%) e o i dipendenti pubblici (poco sotto il 6%), e soprattutto con exploit in alcune realtà cittadine del lavoro come l’Asa (dove ha toccato il 60%) oppure in porto (dove alla Porto di Livorno 2000 ha preso il 40% e all’Unicoop Servizi anche di più) mentre sia all’ex municipalizzata Aamps sia fra i dipendenti Cgil ha conseguito ragguardevoli risultati. Sempre nel segno di un (doppio) slogan-chiave: «La Cgil non deve essere la stampella di qualche governo o partito presunto amico: il sindacato è un’altra cosa»...

Ma è lo stesso segretario riconfermato a mettere in rilievo che la contrapposizione riguarda i temi nazionali: «Gli elementi di rottura – afferma subito dopo la rielezione – sono su questioni di carattere nazionale che nella prossima settimana troveranno una propria definizione con un round di assemblee». In effetti, già nella relazione del giorno precedente Strazzullo aveva battuto un tasto: la consultazione sul testo unico sulla rappresentanza non diventi «una sorta di sfida a due fra Camusso e Landini bensì si occupi del merito dell’accordo». L’ha detto ribadendo un’affermazione ascoltata nel congresso dei metalmeccanici: «La Cgil è la Fiom e la Fiom è la Cgil».

Oltre le contrapposizioni sui temi di ordine generale e sul modo d’essere sindacato, Strazzullo, parlando a margine del congresso, ha insistito: «Sui problemi locali mi sento di dire che c’è un impegno comune su cose concrete che riguarda tutti. D’altronde, la situazione sociale è una bomba a orologeria: o ce la facciamo a disinnescarla o scoppia. È indispensabile dare risposte occupazionali prima possibile: è per questo che ho messo in campo subito la segreteria».

La “squadra” di Strazzullo resta confermata quella che era. Con due uomini e due donne: stiamo parlando di Franca Taddei (alle spalle una esperienza alla guida del settore alimentare), Simonetta Bagnoli (ex Filt), Luigi Mastellone e Massimo Brotini (entrambi provenienti dal settore pubblico).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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