Gioco
Strazzullo: ora basta fate partire il bando per i bacini
Porto tema chiave al congresso Cgil. Gallanti va da Azimut «Forse pronti entro un mese». E Costalli frena su Porto 2000
LIVORNO. «Non è pensabile che si ripeta quanto accaduto all’ultimo comitato portuale». È con queste parole che il segretario uscente della Cgil, Maurizio Strazzullo, introduce l’argomento dei bacini. Durante la sua relazione al terzo congresso provinciale della Cgil, in Camera di Commercio, il leader ha parlato di lavoro (tema centrale), sanità, territorio e ruolo dei sindacati.
E porto. «A una mia richiesta – continua – di spiegazione sul ritardo del bando per l’affidamento dei bacini, mi è stato risposto che se Benetti non mette a disposizione la sua centrale elettrica e la via di accesso, la gara non si può fare. Ci volevano dieci anni per accorgersene?». Ma non finisce qui: «In quell’occasione abbiamo assistito a un rimpallo istituzionale tra tecnici dell’Authority e del Comune. Vergogna».
Strazzullo va giù pesante: «Poteva e può rappresentare una risposta ai lavoratori della De Tomaso, della Inalfa, delle Ceramiche Industriali e di tutti quelli in mobilità. Ora, quanto dovremo aspettare ancora?».
Anche il vicesindaco Bruno Picchi riprende nel suo intervento la questione del porto. «Ai primi di aprile – dice – la variante per il piano regolatore del porto sarà avviata, così potremo sbloccare diverse situazioni come, ad esempio, il bando per la gara dei bacini. Infatti – prosegue – abbiamo dovuto fare i vincoli agli espropri, che sono attivabili dal momento in cui la variante sarà attuata. Così si potrà risolvere il problema degli accessi e della cabina elettrica».
Prima che il congresso termini, arriva Giuliano Gallanti, numero uno dell’Authority, che si giustifica subito per il ritardo: «Scusate, ma ero impegnato con le questioni che avete affrontato, mi sono incontrato con Azimut Benetti per risolvere i vincoli necessari per dare il via al bando, e mi hanno assicurato che non ci saranno problemi». «D’altra parte, -continua- senza il loro consenso non si va avanti. La lentezza del tutto deriva dall’eccessiva burocrazia». E sulla proposta della Jobson: «Hanno parlato con la diocesi, non con noi. Quindi non c’è assolutamente niente di ufficiale. Quando uscirà il bando, se tutto va bene anche fra un mese, faranno la loro offerta». Una mezza frenata arriva dalla Camera di Commercio sulla privatizzazione della Porto 2000, di cui è azionaria in parte: «Facciamo attenzione a come usiamo le parole – dice il neo presidente Sergio Costalli – e non dimentichiamo che questa società se gestita bene può portare reddito ai soci e promuovere il territorio. Risolti gli obblighi di legge, diamo priorità alle esigenze dell’economia». Ed ecco la stoccata finale: «In questo momento è in corso la valutazione dell’advisor. Ho notato che da quando la Porto2000 è sotto osservazione, si sottolineano solo gli aspetti negativi della società. Mi domando: questi interventi sono casuali o causali?» .
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